Macron uomo dei banchieri, il popolo è con la Le Pen: duello tv ad alta tensione

Attesa in Francia per il grande dibattito Tv che precede il ballottaggio di domenica per le presidenziali: Emmanuel Macron e Marine Le Pen si affronteranno alle 21, nell’incontro televisivo trasmesso da TF1 e France 2. Si attendono scintille. Una prima ad alta tensione, commenta ‘Le Figaro’: mai nella storia della quinta repubblica un candidato del Front National aveva avuto accesso al tradizionale dibattito tra i due turni delle elezioni presidenziali. con Jean-Marie Le Pen. Nel 2002 infatti, Jacques Chirac aveva rifiutato il confronto con Jean-Marie Le Pen per evitare di dargli troppa visibilità. Mai neanche era successo che un candidato non proveniente da uno dei due grandi partiti di governo vi prendesse parte. L’ultimo sondaggio in ordine di tempo sui due pretendenti all’Eliseo vede Macron in testa con il 59% delle preferenze, contro il 41% di Marine Le Pen secondo l’inchiesta Cevipof/Ipsos/Sopra/Steria per Le Monde realizzata tra il 30 aprile ed il primo maggio su un campione di 13.742 persone iscritte sulle liste elettorali, 8.936 delle quali certe di andare a votare il 7 maggio.

Macron e Marine Le Pen, due mondi agli antipodi

Una cosa è certa: la campagna elettorale dei due candidati arrivati al ballottaggio ha dimostrato plasticamente una cosa: popolo ed élite si fronteggiano attraverso lo scontro tra Macron e Marine, due mondi opposti, la Francia che non vuole abbandonare l’Europa dei banchieri e della finanza apolide e la Francia che da questa Unione europea è stata penalizzata. Marine Le Pen nei giorni che hanno seguito e precedono la sfida finale di domenica è andata da questi ultimi: operai, contadini, pescatori, agricoltori. I primi traditi dal governo socialista di Hollande, gli altri penalizzati oltre misura dalle ferree leggi europee che regolamentano il mercato. La Le Pen è andata con questi ultimi, tra gli ultimi. Macrona ha incassato il tweet beneaugurante di Renzi (“Insieme cambieremo l’Europa”) e l’applauso della Merkel, simbolo di un’Europa molto poco solidale con gli ultimi, con chi in questi anno è rimasto indietro e ha tribolato. 

Marine tra i pescatori

Per l’alto mare aperto è andata Marine Le Pen qualche giorno fa, salpando all’alba su un peschereccio (video) a Grau-du-Roy (Gard), insieme ad alcuni pescatori di questo dipartimento del sud della Francia dove al primo turno il Front National è arrivato primo con il 29,3% dei voti. Il giorno precedente la candidata del Fn aveva fatto una  visita a sorpresa alla Whirlpool di Amiens, tra gli applausi degli operati: lì era tornata ad attaccare lo sfidante Emmanuel Macron. Non consegniamo il Paese “a un giovane trader”, aveva detto in un’intervista a Nice Matin, il grande quotidiano di Nizza. E ancora: “Emmanuel Macron ha la freddezza delle grandi aziende che licenziano senza scrupoli”. Per lei queste elezioni presidenziali “sono una forma di referendum: pro o contro la Francia”: Macron ha replicato su Twitter, prendendo come spunto la gita in barca di Le Pen. Uscire dall’Europa segnerebbe “la fine della pesca francese”, ha avvertito. Ma i pescatori hanno valutato sulla loro pelle che in questi ani è stato vero il contrario.

«Io credo che un’altra politica sia possibile»

Vestita con un impermeabile bianco, la Le Pen ha evidenziato il suo “impegno” per i pescatori, salendo appunto nelle prime ore del mattino su un peschereccio. “Voglio dimostrare la mia solidarietà con questo lavoro così duro al contrario di Macron, che non sopporta il concetto di lavoro duro”, ha detto Le Pen dopo quattro ore trascorse in mare. Le Pen ha affermato che il suo rivale “è sconnesso dalla realtà” e che la sua politica “ultraliberale” farà finire l’artigianato del Paese, come la pesca. “Macron propone una completa deregolamentazione imposta dall’Unione europea (…) io credo che un’altra politica sia possibile, che la difesa dei posti di lavoro sia possibile”, ha detto la candidata.