L’Sos della Cgia di Mestre: ma quali tagli, la spesa pubblica continua a salire

La spesa pubblica continua a crescere nonostante sia in atto un percorso di spending review. A evidenziarlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che prende in considerazione l’andamento delle finanze pubbliche nel corso di questa legislatura (2013-2017). I tagli alla spesa pubblica ottenuti ammontano a 30,4 miliardi di euro, le uscite correnti al netto degli interessi sul debito, invece, non hanno invertito la tendenza. Anzi, sono continuate a crescere: con un incremento di 31,8 miliardi. «Le uscite correnti al netto degli interessi – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – continuano ad aumentare, in particolar modo, a causa della spesa pensionistica e delle prestazioni sociali».

La spesa pubblica aumenta, altro che tagli

Com’era facilmente prevedibile, nonostante in questi ultimi  due anni il governo abbia imposto l’obbligo di non aumentare le tasse locali, prosegue l’analisi degli artigiani di Mestre,  gli amministratori si sono “difesi” tagliando i servizi o aumentando le tariffe che, per loro natura, non contribuiscono ad appesantire la pressione fiscale, anche se hanno un impatto molto negativo sui bilanci di famiglie e imprese”. Infatti, tra il 2013 e il 2016, in tre anni, «l’andamento delle tariffe regolamentate a livello locale sono aumentate in misura spesso ingiustificata. Se le bollette dell’acqua/fognatura sono esplose del 20% circa, il servizio di asporto rifiuti è salito dell’8,4%, i trasporti multimodali del 5,5%, l’iscrizione alle scuole secondarie del 5,1%, le mense scolastiche del 4,2%, i biglietti dell’autobus del 3% e quelli dei taxi del 2,8%. L’inflazione, invece, in questo triennio è aumentata solo dello 0,2%».