Legge elettorale, Renzi come Wile Coyote: fa le trappole, ma ci casca lui

9 Mag 2017 12:52 - di Valerio Falerni

Qualcuno l’ha già definita la strategia dei «due forni». Parliamo della legge elettorale. Stando almeno ad una ricostruzione di Repubblica, pare infatti che il Pd di Matteo Renzi di proposte ne abbia messo in cottura addirittura due: una prima, basata sul modello tedesco (metà seggi assegnati con collegi uninominali e metà con liste di candidati), gradita a Forza Italia, ed una seconda che ricalca l’Italicum con premio alla lista e soglia di accesso al ballottaggio al 20 per cento che invece non dovrebbe dispiacere al M5S. In poche parole, siamo al classico “venghino, signori, venghino” che solitamente precede svendite e liquidazioni.

Renzi fa due proposte: una per FI, l’altra per il M5S

In realtà, Renzi vuole allontanare da sé il sospetto di puntare alle elezioni in autunno limitandosi a piccoli aggiustamenti del sistema di voto. Un esito assai sgradito a Mattarella che sulla legge elettorale ha fatto già capire che non rimarrà spettatore passivo. Al Colle non è affatto piaciuta l’istrionica deferenza con cui domenica scorsa Renzi, di fronte all’assemblea che lo rieletto segretario, si è rivolto al capo dello Stato salvo disattenderne le indicazioni scaricando sulle opposizioni la responsabilità del mancato varo della legge. La situazione è quindi tutt’altro che tranquilla. E giovedì si riunisce la commissioni Affari costituzionali della Camera il cui presidente-relatore, Andrea Mazziotti, dovrà presentare il testo base. Quale delle due proposte renziane vi sarà accolta? Com’è facile intuire, l’iniziativa del Pd sembra fatta più per confondere che per semplificare.

Appello di Franceschini al Cav: c’è lo zampino del Colle?

Ma è una strategia che rischia di pagare proprio il partito di Renzi. Non si può leggere diversamente l’appello lanciato dalle colonne del Corriere della Sera a Silvio Berlusconi da Dario Franceschini, alleato scomodo di Renzi ma soprattutto ufficiale di collegamento tra Quirinale e Pd. Al Cavaliere Franceschini ha chiesto di entrare stabilmente nel novero delle «forze responsabili» che ovunque si contrappongono a quelle «populiste».  La richiesta è quella di chiudere «con le ali estreme».  Berlusconi, sostiene Franceschini, «ha l’occasione di allineare il nostro Paese al resto dell’Europa, dove Fillon non ha appoggiato la Le Pen al ballottaggio, dove la Merkel non si sogna di governare con Afd, dove la May non vuole avere nulla a che fare con Farage». Un appello definito «interessante» dall’azzurro Malan, tuttavia, precisando che sull’assetto del centrodestra «non abbiamo bisogno di consigli». Ma che spiazza il M5S: «Franceschini – scrive in tweet il deputato Danilo Toninelli – propone nuova Dc con B. Ma parla per sé o per il Pd?».

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