Legge elettorale, Giorgia Meloni: “Modello tedesco? Sì, quello della Ddr”

“Ho letto i principi della proposta di legge elettorale scritta da Verdini e frutto di un accordo tra Renzi, Grillo e Berlusconi. In pratica i cittadini non decideranno assolutamente nulla e i parlamentari saranno tutti nominati. Un ‘super Porcellum’, che prepara un governo di inciucio e alza la soglia di sbarramento, così i partiti principali si fregano i voti di quelli più piccoli. Si ispirano al modello tedesco. Si, a quello della Ddr”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Siamo l’ultima barriera contro l’inciucio”

“Chi sta votando questa legge elettorale si porterà addosso la responsabilità di aver reso il Paese ingovernabile. Facendo, peraltro, anche un favore a Fratelli d’Italia”. Ha le idee chiare, Giorgia Meloni, ed è già pronta a combattere, come sempre. In una tavola rotonda al Tempo, si dice delusa da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che per motivi diversi hanno preferito appoggiare il Tedeschellum anziché continuare a lavorare per un sistema che permettesse al centrodestra unito di presentarsi alle elezioni e governare. “Siamo l’ultima barriera contro l’inciucio”, dice Giorgia Meloni, espressione ripresa nel titolo del Tempo  Per la Meloni il sistema alla tedesca è legato all’illusione di ripetere in Italia quanto accaduto in Francia. In realtà, spiega, qui l’alleanza tra lepenisti e centrodestra sarebbe stata possibile. Sarebbe bastato partire dall’Italicum e stabilire “soglie a scaglioni per far scattare i premi di governabilità, stabilendo che chi, invece, si fosse aggiudicato il 37% dei voti potesse arrivare automaticamente al 51%. Avremmo legato questo premio alla coalizione, avremmo eliminato i capilista bloccati e con questa base il centrodestra avrebbe avuto tutte le carte per vincere le elezioni“. La Meloni parla di “inciucio, per il quale però non ci saranno i numeri”. E il merito sarà di Fratelli d’Italia: “Secondo tutti i sondaggisti la nostra semplice presenza nel prossimo Parlamento costituisce la garanzia che non ci saranno i numeri per l’inciucio. L’unico vero voto utile per non avere un nuovo governo Monti è votare Fratelli d’Italia. Non potevo chiedere un ruolo migliore, fermo restando che questo sistema non mi piace”.

“Una battaglia affascinante: la difesa della destra italiana”

I sondaggisti danno FdI sotto la soglia di sbarramento al 5%. E’ spaventata, le chiedono.: “Mi spaventano gli italiani che si fanno convincere dai sondaggi e da quello che dicono gli opinionisti, dimenticando che sondaggisti e opinionisti lavorano sempre per qualcuno. Curiosamente da quando si è ipotizzato lo sbarramento al 5% Fratelli d’Italia, che fino al giorno prima era tranquillamente sopra quella percentuale, è scesa sotto”. Perché? “C’è un interesse dei tre principali partiti a marginalizzare le due grandi correnti ideologiche di questo Paese, gli eredi di Almirante e quelli di Berlinguer. È una battaglia che mi affascina molto: la difesa della destra italiana. Sapendo che dovrò affrontare la manfrina dei grandi quotidiani sul voto utile esattamente come avvenuto a Roma”. Berlusconi vorrebbe alzare la soglia all’8%: “Stia attento, perché con una soglia del genere in Parlamento non entra neanche Forza Italia: la gente non è stupida, capisce a cosa portano certe strategie, se c’è del buono sotto. E francamente non so cosa di buono si possa fare in un governo con Renzi se non quello che il leader Pd ha fatto finora: il burattino delle lobby”.

A questo punto, non resta che preparasi al voto, stilando una tabellina di marcia: a luglio congresso anticipato di Fratelli d’Italia, con parole d’ordine come difesa degli italiani e lotta all’islamizzazione dell’Europa: “Quando mi sono candidata sindaco di Roma ho posto la questione del perché la grande moschea dovesse essere diretta da un cda al vertice del quale c’è l’ambasciatore dell’Arabia Saudita, un Paese dove si applica la sharia. Io penso – leggiamo ancora sul Tempo – che la grande moschea di Roma dovrebbe essere diretta dagli islamici italiani e non dai fondamentalisti. Di fronte a questo, non ci meravigliamo se a compiere gli attentati sono europei islamizzati. È la nostra negazione della nostra cultura a produrre tutto questo. Quella gente sembra credere a qualcosa mentre noi non crediamo più in niente”.