Legge elettorale, asse di FI con M5S per l’Italicum corretto. Pd spiazzato

Silvio Berlusconi è tornato a Roma dopo varie settimane di assenza. Sul tavolo, innanzitutto il nodo della riforma elettorale, in vista del testo base atteso domani in commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Forte degli ultimi sondaggi che indicano Fi al 13% e determinato a far sentire il suo peso politico, il Cav è a palazzo Grazioli quando, nel primo pomeriggio, arriva la svolta con il via libera del partito azzurro, insieme a Mdp (gli scissionisti del Pd) e M5S all’ipotesi di un testo base che parta dall’Italicum corretto, secondo le indicazioni della Consulta, da estendere al Senato. Favorevoli anche centristi, FdI e Lega. 

L’ok di Fi, raccontano, è una mossa per sparigliare le carte e, soprattutto, per stoppare e disinnescare la mina di un Mattarellum corretto con la formula 50-50%, ovvero al modello tedesco rivisitato proposto dai renziani. L’input da Arcore non è mai cambiato: sì al proporzionale, con premio alla coalizione, piccoli collegi uninominali. In sostanza un Italicum corretto con capilista bloccati, almeno alla Camera. ”L’Italicum corretto significa proporzionale, il 50 e 50% è solo un imbroglio…”, attacca Renato Brunetta. Gli fa eco Roberto Occhiuto, firmatario insieme al capogruppo forzista alla Camera dell’unica pdl elettorale presentata da Fi: ”Vogliono spacciare per ‘tedesco’ un modello elettorale al 50% maggioritario e al 50% proporzionale che, invece, è solo una patacca…Qualcuno vuole il modello tedesco? Bene, Fi è pronta al confronto ma che sia quello vero, cioè proporzionale”. Berlusconi, dunque, torna in campo e attende le prossime mosse del Pd. Domani pomeriggio, alle 15, presiederà una riunione della ‘Commissione elettorale azzurra’ per fare il punto della situazione.