Lega, spunta uno sfidante per Salvini: è Fava, il candidato anti-lepenista

Vuole una Lega Nord che torni alle origini, che guardi solo al nord, che pensi ad alleanze politiche strategiche ma senza perdere la propria identità, che non provi a scimmiottare il lepenismo francese articolandolo in salsa italiana.

Il possibile avversario di Matteo Salvini al prossimo congresso della Lega, tra due settimane a Parma, e alle possibili primarie, tra una settimana, è Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia. “Ma non mi manda Maroni”, ha già precisato in passato. Domani, lunedì 8 maggio, scadono i termini per la presentazione delle mille firme qualificate dei militanti che servono per poter presentare le candidature alla segreteria e passare per le primarie di domenica prossima, 14 maggio. Mille firme che Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia,  sfidante nordista di Matteo Salvini, segretario uscente, sta cercando di portare a via Bellerio entro le 13 di domani. 

“Al momento ho idea che ci siamo molto vicini, ma certezze sui numeri le avremo solo durante il Consiglio federale di lunedì, che alle 14, ci dirà come stanno le cose”, dicel’assessore lumbard. Che parla di “lotta impari” contro un segretario che “ha avuto dalla sua tutti gli apparati e gli organi ufficiali della Lega”.  “Dopodiché continuo a pensare che si vinca a prescindere dai numeri”, aggiunge Fava, sottolineando che “senza primarie non c’è confronto e io sono preoccupato che in Lega manchi proprio il dibattito sui temi politici”, mentre con la mia candidatura “sarebbe garantita la presenza della minoranza e delle sue istanze”.

Fava e la diffidenza verso Marine Le Pen

“La svolta lepenista è un dato di fatto, noi vogliamo fermarla. Il Front National è uno dei blocchi più centralisti e conservatori d’Europa, cosa c’entra con noi? Non siamo mai stati di estrema destra. I dirigenti del Fn hanno quasi tutti il doppio cognome, noi siamo il partito degli straccioni. Ricordo un vecchio artigiano che mi disse: ‘Sbrighiamoci a fare la Padania, che io voglio tornare a votare a sinistra’. Questa era la Lega e lo deve essere ancora”, ha spiegato un mese fa, alla Stampa, il possibile avversario di Salvini, che oggi spiega: “Sto contattando i militanti aventi diritto, uno per uno, perché – ricorda – solo una parte degli iscritti può firmare e mille firme in queste condizioni sono tante”. “Il primo tempo della partita si ferma domenica se poi si apre il secondo, allora anche Salvini sarà costretto a dire cosa vuole fare, se io passo infatti si deposita il programma, il listino, con la squadra per la segreteria, e allora possiamo fare un discorso realmente politico, perché finora le firme si sono raccolte sulla fiducia”, conclude Fava.
In caso di unico candidato salterebbero le primarie di domenica prossima. Come previsto dall’articolo 12 del regolamento del Congresso federale, che sottolinea come “nel caso solo un candidato abbia presentato la candidatura, nelle modalità previste e con il numero di firme necessarie, le consultazioni primarie non hanno luogo”, spostando direttamente l’appuntamento del Carroccio a domenica 21, con l’elezione del segretario da parte del Congresso.