Le Pen vs Macron: «Siamo Davide contro Golia: una divina sorpresa è possibile» (video)

Le Pen vs Macron: il clima in Francia si fa sempre più incandescente, e nell’ultimo giorno di campagna elettorale, in un contesto sempre più platealmente ostile all’ondata di novità e autorevolezza invocata dalla leader del Front National, facinorosi avvelenati, abilmente mimetizzati con gruppi di contestatori e con i militanti della gauche di France Insoumise, fanno sì che succeda ancora: Marine Le Pen è stata nuovamente contestata con lancio di uova organizzato al suo arrivo alla Cattedrale di Reims.

Le Pen vs Macron: una campgna infuocata

A Reims come ieri in Bretagna, e come stamattina con la scalata degli attivisti di Greenpeace alla Torre Eiffel: c’è chi vuole rovinare all’ultimo una campagna elettorale fin qui portata avanti con fermezza e coraggio, determinazione e lealtà. Valori evidentemente ingoti alla «folla in collera» che ha accolto la candidata del Front National, Marine Le Pen, e il suo potenziale futuro primo ministro, Nicolas Dupont-Aignan, al loro arrivo nella cattedrale di Reims e a proposito della quale France Bleu Champagne Ardenne riferisce dettagli e indiscrezioni che alimentano i sospetti: del manipolo di contestatori, infatti, sembra facessero parte diversi studenti simpatizzanti de La France insoumise e anche sostenitori di En Marche. Intanto, mentre i sondaggi annunciano e mentiscono, un’intervista rilascata da MArine Le Pen al Corriere della sera, puntualizza a 48 ore dal voto alcune delle più ferme intenzioni e convinzioni della leader frontista. Ecco quali rissunto in uno schematico elenco.

L’intervista rilasciata al Corriere della sera in pillole

1). Su Macron: «Inquietante. È inquietante il pensiero che la Francia possa essere governata da un uomo di cui non si sa nulla». Così la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen risponde, intervistata dal Corriere della Sera, a una domanda sul suo avversario Emmanuel Macron, e sull’impressione che ha avuto di lui nel dibattito tv. «È freddo, rigido, cinico. Lui certo il problema della fila al pronto soccorso, della casa popolare, del dumping sociale non se lo pone. Non conosce la Francia, non la sente, non la capisce».

2) Sul duello televisivo. Eppure lei non ha vinto il duello televisivo, fa notare il giornalista del Corriere. «I sondaggi dicono che ho perso un punto. Ma venivo da un periodo in cui ne guadagnavo due al giorno. A me interessava ribadire che Macron a 39 anni è un uomo del passato. Del sistema. Delle élites. Di Hollande». Non ha nulla da rimproverarsi? «Alla fine ero indignata. Ma ho preferito sorridere piuttosto che fare la faccia feroce. Però ero davvero furibonda. Quell’uomo è arrogante. Maleducato. Mi ha detto dieci volte che dico “stupidaggini”, poi che dico “grosse stupidaggini”. Ma come si permette? Così gli ho risposto che il gioco del professore e dell’allieva non mi diverte». Le Parisien ha scritto che è stata un’allusione maliziosa al suo amore con la professoressa di liceo. «Non è assolutamente così – replica la Le Pen –. Non mi permetterei mai di attaccarlo nel privato. Non l’ho mai fatto. È lui che mi ha attaccato sul piano personale. Continuava a citare mio padre»…

3) Sull’Europa. «L’Europa? La voglio salvare. E rifondare su basi del tutto diverse», afferma la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen, nell’intervista al Corriere della Sera, che spiega il senso dell’“alleanza europea di Stati liberi e sovrani” di cui ha parlato nel dibattito tv. Cosa vuol dire? «È il modello dell’Airbus. O di Ariane. Ha presente l’aereo e i missili spaziali frutto della cooperazione? Un gruppo di Paesi – spiega – si mette d’accordo su un progetto, e lo realizza. Ma nessun Paese deve imporre qualcosa a un altro. Bruxelles non può stipulare i Trattati di libero scambio e imporli agli Stati sovrani».

4) Sull’euro. Lei propone di limitare l’euro alla Banca centrale e alle grandi imprese, e di reintrodurre il franco per la vita quotidiana. Come può funzionare? Le chiede il giornalista: «Non solo il franco. Tutte le monete nazionali; alcune, ad esempio la sterlina, non hanno mai cessato di esistere. Del resto c’è stata una fase in cui l’euro — non solo l’Ecu come dice Macron; l’euro — era la moneta delle transazioni internazionali, mentre in Francia ci scambiavamo franchi e in Italia lire».

5) Sulla stampa francese: «Vede, i giornali non hanno compreso appieno la portata del cambiamento in corso qui in Francia e in Europa. La frattura non è più tra destra e sinistra; è tra il sopra e il sotto della società. Tra i vincitori e i vinti del mondo globale. Lei è mai stato in una banlieue?» chiede all’intervistatore, poi aggiunge: «Non può sapere cosa prova una ragazza che si sente insultare perché è uscita di casa con una gonna. Un francese che attende una casa da anni e si vede passare davanti l’ultimo arrivato. Un pensionato che deve piegare il capo davanti al capetto della gang».

6) Sulla campagna elettorale. «E’ stata una campagna durissima. Non c’è un’associazione che non si sia schierata contro di me. Tutte, pure il club dei giocatori di bocce, la compagnia dei cuochi della domenica…Scherzi a parte, i presidi delle facoltà mandano mail minatorie agli studenti, i sindaci sono scatenati. I giornali poi non hanno vergogna. Non ce n’è uno, dico uno, che mi sostenga»…

6) Sui pronostici per domenica.  «Siamo Davide contro Golia. Una divina sorpresa è possibile».