Le Filippine lanciano l’allarme: sempre più jihadisti stranieri nel nostro Paese

Sei dei 31 jihadisti uccisi dalle forze militari delle Filippine coinvolte nello sforzo per riprendere il controllo della cittadina di Marawi assediata da un commando di terroristi da martedì scorso, sono stranieri, ha denunciato il portavoce della Difesa, Restituto Padilla. “Elementi stranieri sono arrivati nelle Filippine da tempo per aiutare gli jihadisti locali. A Mindanao, dove il presidente Rodrigo Duterte ha introdotto la legge marziale, non c’è più solo una ribellione ma sta diventando una vera e propria invasione di jihadisti dell’Isis che arrivano nelle Filippine laddove è loro difficile oramai andare in Iraq e in Siria”, ha aggiunto. Terroristi provenienti dall’Indonesia, dove negli ultimi giorni c’è stato un attentato terroristico, dalla Malaysia, da Singapore, sono fra gli stranieri che tradizionalmente combattono al fianco dei militanti del gruppo locale Maute che, come il gruppo di Abu Sayyaf, ha giurato fedeltà all’Isis. Fra le vittime dell’assedio ci sono anche 15 militari e un numero ancora imprecisato di agenti di polizia e civili.