Lavoro, Meloni: «I dati Istat certificano il fallimento delle politiche di Renzi»

Fanno discutere i dati diffusi dall’Istat sulla disoccupazione. Soprattutto, fa discutere il boom dei disoccupati ultracinquantenni (+ 100mila in un solo anno) e il minimo storico dal 2012 toccato dai giovani senza lavoro. Tra le due generazioni è avvenuto il “sorpasso“, nel senso che per la prima volta il numero di disoccupati anziani supera quelli giovani. Prova a dare una lettura di questa singolare situazione Giorgia Meloni, leader di Fdi-An che in un commento postato sul proprio profilo Facebook, ricordando di aver provato ad «avvertire» Renzi che il «meccanismo del bonus assunzione disoccupati era un errore».

La Meloni: «Il suo bonus ha dopato l’economia»

A giudizio della Meloni, l’incentivazione, per altro temporanea, del bonus ha infatti finito per dopare il mercato del lavoro con le imprese che «hanno utilizzato gli sgravi contributivi per assumere finché ci sono stati». Ora, però, ricorda la presidente di Fratelli d’Italia-An «che sono diminuiti, e che presto finiranno, cominciano a licenziare». È una lettura convincente, forse non esaustiva, ma certamente in grado di spiegare il “sorpasso”. «In economia – ha aggiunto la Meloni – non esistono scorciatoie e non si combatte la disoccupazione con i bonus temporanei. Serve – è la sua ricetta – una riduzione strutturale e definitiva del cuneo fiscale e di conseguenza del costo del lavoro».

«Ridurre il cuneo fiscale»

Una strada, questa della riduzione del cuneo fiscale (la differenza, in Italia molto alta, tra quanto un dipendente costa all’azienda e quanto lo stesso dipendente incassa, netto, in busta paga) suggerita da più parti a Renzi, ma da questi sempre snobbata in nome di bonus e incentivi a termine. Un atteggiamento che consente oggi alla Meloni di inchiodare l’ex-premier alle sue responsabilità: «I freddi numeri dell’Istat – ha concluso l’ex-ministro della Gioventù – certificano il fallimento delle politiche del lavoro del governo Renzi: persi altri 55mila posti di lavoro, soprattutto tra gli over 50. Il problema è che dietro a quei numeri ci sono uomini e donne che vivono il dramma della disoccupazione».