Come cambia la politica in Francia dopo la vittoria di Macron

Al di là dei verdetti acclarati con la veridicità della matematica percentuale, è innegabile che la vittoria di Macron alle presidenziali francesi sia la causa, e al tempo stesso l’effetto, di un terremoto politico-sociale che, tra scosse d’assestamento e nuovi equilibri, del riordino del sistema politico d’Oltralpe. Un sisma di portata epocale che ha demolito soprattutto il Partito Socialista francese, al governo per gli ultimi 5 anni  e ora letteralmente scomparso dalla mappa partitica francese dopo oltre un secolo di storia.

La vittoria di Macron, analisi del voto

E l’analisi del voto che ha sancito la netta affermazione del giovane candidato di En Marche!, partito altrettanto in erba, con poco più di un anno di vita alle sue spalle, conferma l’azzeramento del vecchio sistema crollato sotto le macerie lasciate dalla gestione Hollande – deficitaria sul piano economico e disastrosa sul fronte della sicurezza interna e della politica estera – e la fiducia concessa quasi al buio da giovanissimi e anziani con quest’utlima andata alle urne.  E i dati Ispos lo confermano: «La vittoria dell’ex-ministro ha attinto, indifferentemente tra i giovani, (66% tra gli under 25), ma anche alla fascia di elettori più anziana, con oltre il 70% tra gli over-60 disposti a votare per il leader di En Marche! Voti ai quali si aggiungono quelli “presi in prestito” dai grandi partiti di ieri, sconfitti al primo turno e quelli dirottati su Macron per il solo fatto di voler arrestare l’ascesa di Marine Le Pen. Su tutto, poi, va considerata la variabilke indecifrabile dell’astensionismo. Ma sul tema l’Agi ha realizzato un interessante schema riassuntivo che, da un lato analizza e dall’altro commenta, il risultato elettorale francese. Lo riportiamo nell’elenco esplicativo di seguito, stilato sulla base dei dati Ipsos.

Cosa ci dice il voto per le presidenziali

  1. I voti con cui Emmanuel Macron ha vinto arrivano dall’emorragia di consensi che hanno subito i grandi partiti sconfitti al primo turno;
  2. Hanno votato per Macron i giovanissimi e gli anziani spaventati dalla politica ardita della Le Pen e, per quanto stanchi dei partiti del vecchio sistema, non abbastanza coraggiosi da sperimentare il cambiamento epocale;
  3. L’alta astensione e il record di schede bianche alimentano dubbi e sospetti sull’esito delle politiche di giugno;
  4. Un dato è poi certo: come annunciato dalla leader del partito nel day after elettorale, il Front National sarà la prima forza di opposizione;
  5. La Francia andrà a votare a giugno spaccata in 4: centristi e liberali; sovranisti-popolari; centrodestra repubblicano e sinistra radicale.