Lo spot del Vaticano: “Ecco la ricetta per trovare la felicità” (video)

La felicità è possibile. «Essere altruisti rafforza i legami sociali e costruisce la capacità di esprimere amore e sollecitudine. E ci rende tutti più felici». A sostenerlo è Barbara L. Fredrickson, docente all’Università della Carolina del Nord, paladina della “Psicologia positiva”. La citazione arriva da un articolo “sponsorizzato” della Chiesa Cattolica  pubblicato sul Corriere.it finalizzato  a far scoprire come i fondi dell’8 per mille alla Cei stanno aiutando milioni di persone.  Si legge ancora: nella reciproca influenza tra benessere individuale e collettivo, secondo la ricercatrice, si può raggiungere una soddisfazione autentica e raggiungere la felicità, obiettivo inseguito da ciascuno a suo modo e a cui nel corso dei secoli filosofi, letterati, pensatori, scienziati hanno cercato invano di attribuire una definizione. Secondo la psicologa, aprirsi agli altri aiuta a innescare circoli virtuosi che trasformano le comunità in organizzazioni sociali più coese, morali e armoniose. Le persone che offrono aiuto per esempio, si legge ancora nell’articolo sponsorizzato, «possono sentirsi intimamente soddisfatte delle proprie buone azioni, e così sperimentano continuamente buone sensazioni, fisiche e morali». Sono queste ultime che per la Fredrickson concorrono a generare la “felicità eudaimonica”, uno stato interiore che deriva da gesti compiuti per arrivare a un fine virtuoso che va oltre il semplice soddisfacimento materiale, che invece rappresenta una forma di felicità “edonica”.

Chiesa Cattolica e l’8 per mille

Ad analoghe conclusioni è giunta l’Università di Bristol: nel 2014 uno studio sul perché le persone si impegnino in azioni benefiche ha evidenziato che donare «rende felici e migliora la salute». Fare del bene fa bene e ispira altri comportamenti dello stesso segno, si legge ancora nella pagina pubblicitaria del Corriere.it. È contagioso. Gli italiani lo dimostrano ogni anno con la dichiarazione dei redditi: l’8 per mille viene attribuito allo Stato per scopi sociali e umanitari e alle confessioni religiose in base alle scelte effettuate dai contribuenti al momento di compilare i moduli Irpef. E ogni anno sono tanti i progetti realizzati nel nostro Paese e nelle aree del mondo più povere anche grazie alle firme di chi sceglie di destinare l’8 per mille alla Chiesa cattolica. Gli interventi di carità, di culto e pastorale, si legge ancora nella pubblicità della Chiesa Cattolica, si realizzano attraverso l’azione della Conferenza episcopale italiana: sulla “mappa 8xmille” interattiva e in continuo aggiornamento sono consultabili oltre 11.000 interventi che rendicontano la solidarietà.