La Finlandia lancia la scuola senza materie e con il cellulare in classe

Il modello scolastico finlandese è considerato il più moderno ed evoluto del mondo, in continuo aggiustamento sulla base della nuove esigenze della società moderna. Ecco perché,. anche nella scuola italiana, se il suggerimento di eliminare le materie scolastiche nel piano didattico per procedere “senza schemi” non può essere considerata una bizzarrìa, anzi. Così come se dalla Finlandia arriva l’invito a introdurre e utilizzare i cellulari durante le lezioni, anche in questo caso dovremmo fare una riflessione prima di parlare di “bestemmia”.

Una scuola senza schemi e senza materie fisse

Al centro dell’innovazione scolastica, in Finlandia, è stato introdotto un concetto nuovo: l’abbattimento dei compartimenti stagni. Si inizia a studiare qualcosa che poi diventerà oggetto di studio multidisciplinare, a 360 gradi,. Un esempio lo fa il colosso tv britannico, la Bbc, che è andata a verificare una lezione alla Comprehensive School di Hauho (l’equivalente di una scuola media italiana) nel nord del Paese. Ricavandone questa deduzione: da una lezione su Pompei e sull’eruzione del Vesuvio che la distrusse si passa al confronto con l’antica Roma per poi tornare a oggi, alla Finlandia attuale, paragonando le terme romane con le moderne spa o gli attuali impianti destinati allo sport con il Colosseo, di cui a fine giornata viene prodotto un modello solido grazie a una stampante in 3D.

Le scuole finlandesi – spiega Repubblica – devono garantire un approccio “collaborativo”, permettendo agli studenti di scegliere un tema che li interessa e impostando attorno ad esso il lavoro complessivo, sia in aula che attraverso il coinvolgimento di elementi esterni, dagli esperti ai musei. 

“Più che un meccanismo di riforme brusche, a caratterizzare il sistema educativo finlandese è il processo di innovazione graduale”, dice a Repubblica Marco Braghero, ricercatore di Psicologia sociale all’università di Jyväskylä, nella regione dei laghi: “Il percorso si è avviato nel 2013, sarà a regime entro sette anni. E si basa sui tre punti forti del sistema di istruzione di qui. Il primo è la formazione dei docenti, che fanno studi destinati specificamente all’insegnamento, sono selezionati e ben pagati. Il secondo è il coinvolgimento delle comunità e dei territori, che è continuo. Il terzo è la gradualità dell’innovazione, che va a geometria variabile grazie alle autonomie, ma allo stesso tempo può contare sulla stabilità nelle politiche educative”. Che passa anche attraverso l’introduzione del cellulare in aula, ma stavolta non nascosto nel cassetto…