La denuncia del vescovo di Melfi: c’è chi paga per avere un posto di lavoro

«Ho saputo da sacerdoti che conoscono gli operai che lavorano nell’area industriale di Melfi, e in particolare nell’indotto Fiat, che qualcuno avrebbe pagato una somma di denaro a una persona vicina ai sindacati per ottenere il lavoro. E non si tratterebbe solo di un singolo episodio». Una frase pronunciata durante un convegno, come racconta il Corriere della Sera, da monsignor Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi. Parole durissime che hanno aperto una settimana di fuoco che si è conclusa con due licenziamenti, un colloquio di circa un’ora del vescovo con il procuratore di Potenza Luigi Gay e un tavolo con sindacati e Confindustria convocato dal governatore lucano Marcello Pittella. E c’è anche una telefonata, quella di una mamma che per trovare un posto di lavoro al figlio aveva acconsentito di pagarlo quasi cinquemila euro. «Sì — racconta il vescovo — dopo aver ascoltato le mie parole in televisione una mamma di Foggia mi ha chiamato e, raccontandomi la storia della sua famiglia, mi ha purtroppo dato ragione».

Il vescovo di Melfi: non temo minacce

La storia, si legge sul Corriere,  è quella di un sindacalista che nel 2015 promette a un ragazzo il posto di lavoro alla Fiat al costo di quattromila euro: duemila al momento dell’assunzione come lavoratore interinale e altrettanti alla firma del contratto a tempo indeterminato. La cifra cresce poi fino a quasi cinquemila euro, ma alla fine il posto fisso arriva. Il contratto, però, prevede un periodo di prova che il giovane operaio non supera. A quel punto la mamma si sente beffata due volte — spiega il vescovo — e denuncia il sindacalista e il mediatore per truffa. Ma il tribunale non le dà ragione, perché chi paga la tangente per un posto di lavoro è consapevole di quello che fa, non è truffato. Due giorni fa, però, Fca ha licenziato il sindacalista e il collega che aveva fatto da intermediario.  «Sono contento perché qualcosa comincia a muoversi — commenta ancora il vescovo — il lavoro non si vende, né si compra: chi pensa di approfittare di qualsiasi occasione per far soldi, sappia che non è questa la strada giusta». Monsignor Todisco, si legge ancora sul Corriere della Sera,  invita la comunità a parlare. «Io non temo minacce — aggiunge il vescovo di Melfi — ma noto intorno a me tanti ragazzi che non parlano per timore di perdere il lavoro. Mi preoccupa di più chi illude i giovani promette posti in fabbrica a pagamento, guadagnando il pane sulle spalle della comunità». Due di loro, adesso, hanno smesso di farlo.