La Corea del Sud al voto con l’incubo della minaccia nucleare del Nord

I sudcoreani si apprestano a votare alle elezioni presidenziali, sotto l’ombra della crescente tensione fra Washington e Pyongyang. Provocato da un grave scandalo di corruzione, il voto anticipato potrebbe cambiare la politica sudcoreana verso l’ingombrante regime di Pyongyang. In testa a tutti i sondaggi, con oltre il 40%, è infatti Moon Jae-in, del Partito Democratico, fautore della distensione con la Corea del Nord. Avvocato per i diritti umani, 64 anni, Moon è stato consigliere dei governi che fra il 1998 e il 2008 hanno portato avanti la “sunshine policy” per il dialogo con Pyongyang. E ora viene favorito anche dal suo profilo di politico pulito, dopo lo scandalo che ha provocato la destituzione della presidente Park Geun-hye. Contrario al sistema di difesa antimissilistica Thaad, appena installato nel paese dagli americani, Moon interpreta anche i sentimenti di quei sudcoreani che, pur non volendo rinunciare all’alleanza con Washington, vogliono però avere l’ultima parola sulla loro sicurezza nazionale. In uno degli ultimi dibattiti elettorali, ricorda la Cnn, Moon ha detto che se vi sarà un altro test nucleare nordcoreano e gli Stati Uniti vorranno rispondere militarmente, lui chiamerà Donald Trump per dirgli di non far nulla senza il consenso di Seul. Fautore di una politica che combina dialogo con Pyongyang ma anche di una difesa militare più forte, Moon si dice convinto che il presidente americano sia “molto più ragionevole di quanto si pensi”.

La Corea del Sud vuole la distensione con il Nord

Gli altri due candidati alle presidenziali sono attorno al 18%. Imprenditore informatico di successo, il 55enne Ahn Cheol-soo corre alla guida del Partito del Popolo da lui formato in febbraio. Centrista, è favorevole al Thaad ma non esclude il dialogo con Pyongyang. Senza esperienza di governo, afferma di voler avvalersi delle sue doti di imprenditore. Più a destra corre Hong Joon-pyo, 62enne leader del Partito della libertà e fautore della linea dura con la Corea del Nord. Ex governatore ed ex procuratore, è soprannominato Hong-Trump per le sue affermazioni controverse e sessiste. Ultra conservatore, cerca di rilanciare il partito di governo dopo lo scandalo che ha travolto la presidente. Figlia dell’ex uomo forte sudcoreano Park Chung Hee, la Park è stata destituita a causa di uno scandalo di corruzione che ha coinvolto la Samsung, fra le prime aziende sudcoreane. Al centro della vicenda vi era anche la sciamana Choi Soon Sil, stretta consigliera e confidente della Park. Choi è figlia di una sorta di santone che esercitò una forte influenza sul padre della Park.