Jobs act, ultimo tassello. Il Senato approva la legge sul lavoro autonomo e “agile”

Via libera all’ultimo tassello della riforma del lavoro contenuta nel Jobs Act  che Matteo Renzi si precipita a festeggiare su Twitter. Il Senato ha approvato il disegno di legge sul lavoro autonomo non imprenditoriale e agile, il cosiddetto smart working. Il provvedimento è passato con 158 sì, 9 no e 45 astenuti. Il ddl diventa così legge dopo quasi 15 mesi dal varo in Consiglio dei ministri.  “Brava Chiara e bravi i deputati del Pd che ci hanno creduto. Grazie anche a Tommaso Nannicini #avanti #millegiorni”, scrive su Twitter Matteo Renzi, commentando l’approvazione della legge per il lavoro autonomo.  Il testo, frutto di modifiche e rimaneggiamenti,  prevede congedi parentali per i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps (per un massimo di 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino), “paletti” per arginare i ritardi dei pagamenti nei confronti degli autonomi, spese per la formazione detraibili fino a 10.000 euro annui. E ancora, tra le novità introdotte dal disegno di legge approvato in terza lettura a Palazzo Madama, l’estensione dell”indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi ai ricercatori universitari e la disciplina del lavoro “agile” (lo “smart working”) attraverso l’uso degli strumenti tecnologici.  Con l’entrata in vigore del ddl si chiarisce lo “smart working”: vale a dire (per differenziarlo dal mero telelavoro) quando la prestazione resa in modalità “agile” avviene in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale (si potranno utilizzare gli strumenti tecnologici). Il lavoratore “agile”, è scritto poi espressamente nelle nuove disposizioni, ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei colleghi che svolgono le medesime mansioni.

Via libera alla riforma del lavoro autonomo

“Un provvedimento innovativo e di grande importanza”, è stato il primo commento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti,  “che riguarda il settore del lavoro autonomo non imprenditoriale, attraverso un sistema di tutele specifiche tese a migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”. Il riconoscimento del ruolo dei lavoratori autonomi, una realtà con un numero elevato di giovani e di donne  -sottolinea ancora Poletti – passa per una serie di misure che prevedono più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti, la deducibilità delle spese collegate all’attività professionale ed alla formazione, la possibilità di aggregarsi per accedere a bandi di gara nazionali ed internazionali. Di particolare significato, annota ancora Poletti, il riconoscimento dell’indennità di maternità a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro e l’aumento del congedo parentale da tre a sei mesi, fruibili entro i primi tre anni di vita del bambino.