Iran, Rohani cerca la riconferma ma la crisi economica potrebbe fermarlo

Hassan Rohani si conferma il candidato favorito per la vittoria delle elezioni presidenziali in Iran del 19 maggio prossimo, ma la maggior parte dell’elettorato è ancora indecisa su chi votare. E’ quanto emerge da un sondaggio sulle elezioni nella Repubblica islamica diffuso da International Perspectives for Public Opinion (Ippo), secondo il quale la percentuale degli indecisi e di chi non ha voluto rispondere alla domanda sulle sue intenzioni di voto è del 52%. Il loro ruolo appare decisivo nel risultato del primo turno. Secondo il sondaggio, Rohani è in testa con il 27,5% dei consensi e distanzia nettamente i suoi due rivali più accreditati: Mohammad-Baqer Qalibaf e Ebrahim Raisi, fermi rispettivamente al 9,8% e al 9,6%. I due candidati conservatori, tuttavia, sembrano in recupero rispetto alle rivelazioni diffuse in precedenza dallo stesso istituto di sondaggi. Secondo il 38% degli intervistati, inoltre, Rohani vincerà le elezioni, mentre Qalibaf e Raisi sono appaiati all’8%. L’affluenza è stimata poco oltre il 70%. Il margine di errore è stimato intorno al 3%.

Iran, oggi l’ultimo confronto tv

Si sono accusati a vicenda di corruzione e cattiva gestione economica i sei candidati alle elezioni presidenziali e che hanno partecipato all’ultimo dibattito televisivo trasmesso da Press tv. Tema centrale del dibattito di stasera è stata l’economia, con gli sfidanti del presidente in carica Hassan Rohani che lo hanno accusato di essere responsabile della continua stagnazione economica e dell’alto tasso di disoccupazione. Il sindaco di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf ha detto che “il Paese si trova ad affrontare crisi economica, disoccupazione, recessione e inflazione. Un albero dal quale non è nato alcun frutto in quattro anni non produrrà nulla di positivo per il futuro”, ha detto Ghalibaf riferendosi ai quattro anni di presidenza Rohani. “Decine di migliaia di nostre fabbriche sono state chiuse e stanno continuando a chiudere”, ha aggiunto. Rohani ha ribadito ricordando il successo ottenuto con l’accordo sul programma nucleare di Teheran che ha portato alla fine delle sanzioni e alla ripresa della vendita di petrolio nel corso dell’ultimo anno. “Vogliamo destinare 15 miliardi di dollari per gli investimenti e 3-5 miliardi di dollari per sostenere i poveri e i bisognosi”, ha detto il presidente iraniano anticipando investimenti in aree rurali e svantaggiate.