Indagine Ue su Aspen Pharma, odioso ricatto al rialzo sui farmaci anticancro

L’accusa è di aver minacciato di ritirare le medicine anticancro che produce – e, in qualche caso, di averlo veramente fatto – per poter poi alzare i prezzi dei suoi farmaci. Una sorta di ricatto commerciale, una pratica scorretta, sulla quale, ora, la Commissione Europea ha aperto un’indagine formale per appurare se Aspen Pharma, società con sede in Sudafrica, abbia realmente praticato prezzi eccessivi per cinque farmaci salvavita contro il cancro.

La Commissione indagherà per verificare se Aspen Pharma abbia abusato di una posizione dominante di mercato, in violazione delle regole antitrust Ue.

La Commissione investigherà sulla base di informazioni che indicano che Aspen Pharma avrebbe imposto aumenti di prezzi molto elevati e ingiustificati, fino a diverse centinaia per cento, in gergo “price gouging” – si definisce così, in inglese, la pratica commerciale per cui un venditore pone ad un bene un prezzo molto al di sopra di quanto comunemente considerato ragionevole.

La Commissione dispone di informazioni secondo le quali, per esempio, per imporre tali rincari Aspen Pharma «ha minacciato di ritirare le medicine in questione in alcuni Stati membri e lo ha effettivamente fatto, in alcuni casi».

Il comportamento di Aspen Pharma pertanto «potrebbe risultare in violazione delle regole antitrust dell’Ue, che proibiscono l’imposizione di prezzi iniqui o di condizioni commerciali inique ai clienti».

L’indagine riguarda tutti i Paesi dello Spazio Economico Europeo – Paesi Ue più i Paesi Efta, cioè Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein – eccezion fatta per l’Italia, dove l’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato ha già sanzionato Aspen nello scorso autunno con una multa da 5 milioni di euro.
Quella su Aspen «è la prima indagine della Commissione sul rischio di prezzi eccessivi nell’industria farmaceutica». Ora l’esecutivo Ue condurrà indagini approfondite.