Indagato per terrorismo internazionale il tunisino della stazione di Milano

Ismail Hosni, l’italo-tunisino arrestato a Milano per l’aggressione a due militari dell’Esercito e un agente della Polizia Ferroviaria, è stato indagato per terrorismo internazionale. In particolare deve rispondere dell’articolo 270 bis del codice penale, secondo quanto emerge da fonti investigative. A chi parla di un inizio di radicalizzazione islamica del giovane, il questore replica: “Su questo ci riserviamo di darvi cognizione non appena abbiamo degli elementi, dare indicazioni basate sul nulla è controproducente”. Precedenti per droga, arrestato con un’altra persona lo scorso novembre per stupefacenti e in attesa del processo, il giovane viveva in una “specie di macchina alla periferia” – in zona Quarto Oggiaro – al cui interno però non sarebbe stato sequestrato nessun computer.

Il tunisino si aggiunge alle oltre 15mila persone arrestate da Strade Sicure

Si apprende sempre oggi che Hosni si aggiunge alle 15.439 persone che sono state arrestate in questi anni per vari reati nel corso dei pattugliamenti assicurati in tutta Italia dai militari dell’operazione Strade Sicure per il contrasto della criminalità e la prevenzione del terrorismo. Dall’inizio dell’operazione (4 agosto 2008) le cifre fanno registrare anche 11.212 fermi e 16.642 denunce a piede libero. Sono in tutto 2.822.673 le persone sottoposte a controllo e identificazione dall’inizio dell’operazione. “Il nostro – dice il tenente colonnello Pasquale Orecchioni, portavoce dell’operazione Strade Sicure per il Raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo attualmente guidato dal generale Gianluca Carai, comandante della Brigata Sassari – è un contributo alle attività di prevenzione svolte dalle forze di polizia, attraverso il presidio delle stazioni ferroviarie e della metropolitana, ambasciate, luoghi di culto e spazi di aggregazione, porti e aeroporti. Operiamo in sinergia con le forze dell’ordine, i militari hanno la qualifica di agente di pubblica sicurezza”. Dopo quanto accaduto a Milano “l’attenzione sul territorio è massima, ma lo era già prima che si verificasse l’aggressione ai colleghi, ai quali siamo vicini, augurando loro pronta guarigione. Continuiamo ad operare secondo il mandato assegnato, con il fine ultimo della sicurezza”, conclude il tenente colonnello Orecchioni.