Incendi, il sindaco di Cefalù: “Non credo molto all’autocombustione…”

“Adesso tutti gli incendi sono spenti, sono in corso le operazioni di bonifica, ma quello che è accaduto oggi ci dà un’idea di a che cosa andremo incontro questa estate”. Così il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina commenta gli incendi che giovedì hanno attanagliato il territorio della cittadina in provincia di Palermo. Il primo rogo è scoppiato ieri mattina, in una piazzola di sosta dell’autostrada Palermo-Messina, per poi interessare la zona di contrada Granata, tra Cefalù e Sant’Ambrogio. A remare contro anche le alte temperature e il vento di scirocco. Mentre i mezzi erano ancora a lavoro in questa zona, un altro incendio è scoppiato nella zona di Vallegrande, fra i boschi e le case. “Qui il fuoco ha fatto da padrone – racconta il primo cittadino – e i Canadair che si erano alzati in volo per intervenire sono dovuti rientrare per il troppo vento”. Alcune case sono state evacuate, mentre i vigili del fuoco, le squadre antincendio comunali di Cefalù, Lascari, Campo Felice e San Mauro, forze dell’ordine, volontari e protezione civile erano a lavoro per domare le fiamme. “Sono stati straordinari – aggiunge – Abbiamo cercato di salvare il salvabile fino a quando i Canadair non sono potuti rientrare in azione”. Infine un ultimo incendio a Gibilmanna.

Negli incendi c’è una mano precisa ma misteriosa

“La macchina dei soccorsi ha funzionato perfettamente – commenta ancora Lapunzina – Il Cop (Centro operativo provinciale istituito presso la Prefettura di Palermo, ndr) è stato in contatto con noi continuamente”. Ma quello che preoccupa il sindaco è che “la stagione” degli incendi sia cominciata così presto. “Cefalù l’anno scorso ha pagato un prezzo altissimo (l’incendio del 16 giugno, ndr) e ancora oggi ospitiamo sei famiglie che hanno perso la casa. Per non parlare dei danni ai boschi e alla vegetazione per i quali ci vorranno decenni per ricostituirli – sottolinea – Questi roghi portano un senso di insicurezza nella popolazione”. Sulle cause, Lapunzina non ha molti dubbi. “Non credo all’autocombustione – afferma -. Qui c’è una mano precisa che purtroppo è difficilissima da individuare”. Il primo cittadino di Cefalù ravvisa però la necessità di “ridisegnare tutta la questione antincendio”. I sindaci, dice, “non possono essere lasciati soli. I forestali devono essere messi a disposizione dei Comuni per fare azioni di bonifica sul territorio”.