Il Venezuela affonda: ma al governo c’è la sinistra, e il mondo non ne parla

Venezuela sull’orlo del baratro: la polizia venezuelana ha annullato il passaporto del leader dell’opposizione Henrique Capriles, impendogli di partire per New York dove intendeva denunciare la repressione del regime comunista di Nicolas Maduro davanti l’Alta Commissione Onu per i Diritti Umani. Lo ha denunciato lo stesso Capriles su Twitter, dopo che in rete erano già apparsi video che lo mostravano circondato dagli agenti all’aeroporto di Maiquetia, vicino Caracas. “Sono stato fermato questo momento. Mi hanno informato che il mio passaporto è stato annullato. Il mio passaporto è valido fino al 2020”, ha scritto su Twitter. Governatore dello stato di Miranda, Capriles si era candidato contro Maduro alle elezioni presidenziali del 2013. Nei giorni scorsi un altro ragazzo di 17 anni è morto, colpito da un proiettile, durante una manifestazione di protesta contro il presidente Nicolas Maduro, portando così il bilancio delle vittime a 42 morti dall’inizio di aprile, secondo quanto riferisce la Procura. Anche due giorni fa migliaia di oppositori del dittatore hanno bloccato le strade principali del paese, in una giornata, l’ennesima, segnata dalle violenze. La manifestazione ha mobilitato per una dozzina di ore la gente scesa in strada in una cinquantina di aree strategiche del Paese sudamericano. L’opposizione chiede elezioni anticipate e respinge la decisione del capo dello Stato di convocare un’Assemblea costituente per riformare la carta costituzionale datata 1999, ritenendo si tratti di una manovra per rinviare lo scrutinio presidenziale previsto a fine 2018 e restare al potere.

Centinaia in carcere, oltre 40 morti

Dal primo aprile le proteste contro Maduro sono quasi quotidiane e almeno 155 civili sono stati messi in carcere su ordine dei tribunali militari, ha denunciato l’associazione Foro Penal. Nei giorni scorsi c’è stata un’ennesima dimostrazione del giro di vite attuato dal dittatore Maduro: pubblica i dati del grave aumento della mortalità infantile e viene subito destituita. È quanto è accaduto alla ministra della Salute del Venezuela, Antonieta Caporale, prontamente sostituita con un decreto del presidente. Il successore, Luis Salerfi Lopez, è l’ottavo titolare della Salute in quattro anni di regime Maduro, che hanno visto il Venezuela precipitare in una spirale di crisi economica senza precedenti La Caporale ha retto il suo incarico per soli quattro mesi. I dati diffusi questa settimana dal ministero della Sanità sono i primi da oltre due anni e fotografano una situazione gravissima: dall’ultimo rilevamento la mortalità infantile è aumentata del 30,12%, mentre il numero delle donne morte di parto è salito del 65,78% e sono ricomparse malattie che sembravano debellate, come la difterite. Per effetto della crisi economica e di valuta, nel Paese c’è scarsità di beni alimentari, medicine e vaccini. Per tentare di nascondere l’ampiezza del disastro economico, il governo del Venezuela ha smesso da tempo di pubblicare dati statistici ufficiali: è dal 2015 che la Banca centrale non pubblica più le cifre dell’inflazione, ormai fuori controllo.