«Il nemico dei francesi si chiama Macron». Continua la risalita di Marine

Si infiamma l’ultimo scampolo di campagna elettorale per la conquista dell’Eliseo. La sfida tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen è apertissima: a quattro giorni dal ballottaggio la leader del Front national continua la sua rimonta ai danni del candidato di En marche che resta comunque in testa. Gli ultimi sondaggi concordano sulla risalita della Le Pen soprattutto dopo l’accordo con Nicolas Dupont-Aignan, il leader della destra sovranista. Secondo l’ultimo sondaggio Bva per L’Express,  Macron è sceso al 59%, con un ribasso di ben 6 punti mentre la Le Pen risale dal 35% al 41%. La leader del Fn, che ha sedotto le periferie e le campagne, è intenzionata a conquistare i voti in libera uscita della sinistra radicale di Jean-Luc Melenchon e degli elettori gollisti delusi dall’endorsment di François Fillon per il candidato che proviene dalle file socialiste. Nelle prossime ore verranno resi noti i risultati della consultazione su Internet iniziata il 25 aprile tra i sostenitori de La France Insoumise di Mélenchon, l’unico a non aver dato ai suol elettori indicazioni di voto per il secondo turno. Ora i riflettori sono puntati sul big match televisivo tra i due avversari che si terrà mercoledì.

La rimonta di Marine Le Pen

La difesa della sovranità nazionale, l’attenzione ai temi sociali e alla sicurezza, il no all’Europa della banche e della grande finanza sono stati i temi forti dell’ultimo comizio della Le Pen che per il primo maggio ha scelto il Parco delle esposizioni di Villepinte, nella banlieue a nord est di Parigi, mentre il suo avversario ha preferito lo Zenith, a pochi chilometri più a Sud. Tra gli applausi e un tifo da stadio, la candidata frontista ha toccato le corde dei suoi “compatrioti” inasprendo i toni contro Macron, il candidato di plastica coccolato dai banchieri. «Il rivale del popolo francese è ancora una volta il mondo della finanza, ma questa volta ha un nome, un volto, un partito: il suo nome è Emmanuel Macron», ha detto, «il progetto Macron è una minaccia alla libertà, con una concezione estremista dell’Unione europea». La “Santa Alleanza” contro il pericolo populista potrebbe non bastare ad assicurare la vittoria di Macron che alla vigilia del duello televisivo con l’avversaria gioca la carta del bon ton. «Voglio andare al fondo delle cose. Non starò sul livello dell’invettiva. Non sceglierò le scorciatoie», ha detto. E che la situazione non sia sotto controllo per il cartello anti-Le Pen lo dimostra la inusuale scesa in campo de La Croix, quotidiano francese di ispirazione cattolica, che con un editoriale a firma del direttore dà indicazione di voto per Macron venendo meno alla sua tradizionale neutralità. Con un’unica eccezione nel 2002 alla vigilia del ballottaggio tra Jacques Chirac e Jean-Marie Le Pen.

Scontri a Parigi, 4 poliziotti feriti

Parigi ha vissuto un primo maggio di fuoco con pesanti scontri tra manifestanti e polizia scoppiati nei pressi de la Bastille. Un gruppo di manifestanti incappucciati al grido di né Macron né Le Pen dopo aver conquistato la testa del corteo organizzato dai sindacati, partito da Place della Repubblique, ha lanciato bottiglie molotov contro gli agenti che hanno risposto con i lacrimogeni.  Quattro poliziotti sono rimasti feriti, uno di loro è stato gravemente ferito a una mano, mentre l’altro è rimasto seriamente ustionato al volto.