I 100 anni di Fatima, la profezia è rientrata nella storia (e non se n’è più andata)

«Anch’io sono un vescovo vestito di bianco»: è una delle frasi più forti pronunciate da Papa Francesco nel corso della sua visita al Santuario di Fatima, dove ha  proclamato Santi i  due veggenti, Giacinta e Francesco, a 100 anni esatti dalla prima apparizione della Madonna. La terza veggente, suor Lucia, è morta nel 2005, dopo aver passato gran parte della sua vita in un monastero di clausura a Coimbra. Era lei, suor Lucia, dopo la salita in Cielo degli altri due veggenti,  la depositaria dei segreti rivelati nel corso delle apparizioni.  

Papa Wojtyla e la profezia di Fatima 

Con il  “vescovo vestito di banco” , il Pontefice ha voluto chiaramente alludere al terzo segreto, quello che, per dichiarazione espressa della veggente, non poteva essere svelato  prima del 1960, na che fu reso noto solo nel 2000 per volontà di Papa Wojtyla. Se il primo segreto riguarda la visione dell’inferno e se il secondo si riferisce alla Russia («spargerà i suoi errori nel mondo, fomentando guerre e persecuzioni»), il terzo riguarda invece la Chiesa e il suo cammino di sofferenza nella storia. E «vedemmo», disse suor Lucia, un «vescovo vestito di bianco (abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre),  altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi». Prima di arrivarvi, il Santo Padre «attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino». Giunto alla cima del monte, «venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce». 

Papa Wojtyla collegò quelle parole all’attentato da lui stesso subito il 13 maggio del 1981, cioè nel sessantaquattresimo anniversario della prima apparizione del 1917 (particolare curioso: Alì Agca sparò contro il Pontefice esattamente alle 17,17). Il Papa si disse convinto che a salvarlo fu la Madonna: «Una mano materna deviò il proiettile». 

La Chiesa nel tempo dell’Islam apocalittico 

Ora anche Papa Francesco si sente direttamente coinvolto nella profezia. Quell’allusione al «vescovo vestito di bianco» sta a significare che ritiene di essere egli stesso soggetto a  martirio? Forse. Ma forse, più probabilmente, vuole dire che la Chiesa di cui è il Pontefice è una Chiesa che sta vivendo una fase travagliata e di grande sofferenza. Una nuova persecuzione s’è scatenata contro i cristiani. Questi nuovi martiri fanno da contraltare alla crisi vissuta dalla fede stessa, perché tante certezze vacillano e le forze del secolarismo appaiono  soverchianti. 

Ma, a essere in crisi, non è solo la religione. Anzi, sotto certi aspetti, una crisi ben più virulenta la stanno vivendo i grandi princìpi laici di razionalità, progresso, tolleranza. Il cemento morale che tiene unite le società pare in via di sfaldamento. La politica non appare più ispiratrice, non solo di “fede”, ma neanche di “fiducia”. Sintomo eclatante del fallimento dell’etica laicista occidentale è l’avanzata dell’Islam apocalittico presso le menti di giovani immigrati di seconda o terza generazione nati e cresciuti nel Paesi europei. Il profetismo più fanatico sembra aver ragione del senso della storia e del suo significato “razionale”. 

Profezia e speranza

Ma il rientro della profezia nel cuore della storia avvenne 100 anni fa proprio con la prima apparizione di Fatima, in quel maggio 1917 in cui infuriava la Prima guerra mondiale e mentre la Russia si accingeva a vivere la lunga e terribile esperienza della  Rivoluzione d’Ottobre e del comunismo . In quegli anni l’umanità ha cominciato a conoscere atrocità mai viste prima e le orgogliose “religioni” laiche dell’ideologia hanno svelato il loro volto sanguinario. Non per niente Papa Wojtyla parlò del Novecento come del secolo dominato dalla «cultura della morte». 

La profezia di Fatima contiene però un messaggio di speranza sconosciuto alle altre “profezie” contemporanee. «Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà», disse la Madonna ai tre pastorelli. Ed è ciò che fa la differenza rispetto a chi, da una parte, semina la morte promettendo il “paradiso” di Allah e a chi, dall’altra, promette i “paradisi” della ricchezza e della prosperità in un mondo, sempre più ingiusto, in cui aumentano i disperati e i poveri.