Hollande si prepara ad archiviare l’incubo dell’Eliseo. Scriverà un libro?

Da lunedì François Hollande potrà tirare un sospiro di sollievo, tornare un cittadino “normale”  e archiviare la pessima stagione vissuta all’Eliseo. Dirigere una fondazione, scrivere un libro in prima persona, fare conferenze. Più difficile una ventilata candidatura in Europa, visto il crollo di popolarità dell’ex presidente socialista. Sono tante le ipotesi sulla vita futura del presidente francese uscente,  che domenica prossima consegnerà le chiavi dell’Eliseo a Emmanuel Macron, rimbalzate sulle pagine dei giornali negli ultimi mesi. I cinque anni di mandato del presidente “normale” sono stati segnati da enormi difficoltà politiche ma anche personali, con la fine della relazione con Valérie Trierweiler dopo le rivelazioni sulla sua storia con l’attrice Julie Gayet – e non è un caso che recentemente Hollande abbia confidato di volersi riappropriare della vita privata. «Altri cinque anni, sarebbero stati cinque anni di permanente mancanza di tranquillità, di privazione della vita personale e della libertà. Stare qui è donare completamente se stessi, è un sacerdozio. Tanto più che, per motivi di sicurezza, rafforzata dopo gli attentati…vivo notte e giorno all’Eliseo. E L’Eliseo non può essere casa tua. È gradevole vivere nel proprio appartamento con i propri mobili, i propri dischi…». 

Da lunedì Hollande cambia vita

Nessuna certezza sul futuro di  Hollande se quella di  voler scrivere un libro di proprio pugno,  «perché ho il dovere di spiegare quello che probabilmente non ho spiegato a sufficienza». Altra possibilità, quella di guidare a titolo benevolo già a partire da settembre la fondazione La France s’engage creata nel 2014.  Per un certo periodo era stata ventilata la possibilità di prendere parte alla corsa per la carica di presidente del Consiglio europeo, la cui scadenza era fine maggio, e dove poi è stato riconfermato il polacco Donald Tusk. Si è parlato anche del progetto di tenere conferenze: molti spunti ma nessuna conferma dal diretto interessato, che al momento si è limitato a trasferire la sede del suo lavoro a rue de Rivoli e dare incarico ad alcuni amici di trovargli una sistemazione della sua Tulle, in Corrèze. Un ritorno in politica, magari proprio in quella regione, sembra escluso, ma lo stesso Hollande ( che prenderà una pensione di circa 15mila euro al mese)  è apparso piuttosto aperto a varie possibilità in alcune dichiarazioni rilasciate a Parigi a margine della cerimonia per l’8 maggio».