G7, Gentiloni alla fiera delle vanità: “Confidiamo nello spirito di Taormina”

Tra imponenti misure di sicurezza prende finalmente il via il G7 di Taormina. Primo atto ufficiale è l’accoglienza delle delegazioni estere da parte primo ministro italiano, Paolo Gentiloni, seguita dalla consueta foto di gruppo. Suggestiva location dello start è l’antico teatro greco. Il premier Gentiloni poco prima di dare inizio alla cerimonia si è concesso (bontà sua) alla stampa ed elencando la classica serie di ovvietà: “La straordinaria storia e bellezza che ci circonda – ha detto il presidente del Consiglio – credo possa dare un contributo molto importante ai leader del G7 e aiutare la comunità internazionale a dare risposte ai cittadini: sul terrorismo e sicurezza faremo una dichiarazione importante” e si affronteranno i temi del “cambiamento climatico, dei grandi flussi migratori e del commercio mondiale dal quale dipendono tanti posti di commercio nel mondo”. 

“Al G7 chiediamo risultati – conclude Gentiloni – sappiamo che non sarà un confronto semplice ma lo spirito di Taormina ci può aiutare nella direzione giusta”. Dalle parole di Gentiloni traspare quello che ormai tutti pensano sulla inutilità di questi vertici. La crisi economica, il terrorismo, la questione russa,  l’ascesa dei cosiddetti populismi, sono tutti fattori che hanno divaricato le posizioni dei governi dei grandi del mondo, rendendo più difficile la possibilità di trovare accordi. Se soltanto pensiamo alla Russia (ancora una volta il convitato di pietra), fuori da questo vertice ma con Putin già pronto a incontrare domenica Macron. Inoltre, la formula del G7 per molti osservatori rappresenta un metodo superato dai tempi. Insomma, alla vigilia di questo G7 in terra siciliana, il timore ben fondato è che alla fine non ne esca nulla sostanzioso oltre alla passerella per i “grandi del mondo”.