Francia, si apre il toto-premier: cinque in pole position, ma ci può essere la sorpresa

Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi, si è aperto il toto-premier. Cinque i nomi al momento più quotati: Édouard Philippe, François Bayrou, Xavier Bertrand, Gérard Collomb e Richard Ferrandt, ognuno dei quali rappresenta opzioni politiche molto diverse fra loro, tra continuità e apertura, nuove figure o vecchi professionisti della politica. BfmTv ha tracciato i punti di forza e di debolezza di ciascuno. Édouard Philippe, 46 anni, è il sindaco di Le Havre. I suoi punti forti: vicino ad Alain Juppé, potrebbe riuscire a concretizzare l’ambizione di superare le divisioni politiche evocate da Macron, incarnando così un certo rinnovamento. Il deputato della Seine-Maritime ha espresso chiaramente la sua compatibilità ideologica con il presidente eletto e potrebbe portare l’ala moderata dei Républicains a collaborare con una maggioranza presidenziale. I suoi punti deboli: se Philippe gode di una esperienza parlamentare, il suo peso politico all’interno dei Repubblicani resta tuttavia modesto. La sua capacità di condurre una campagna legislativa, e quindi un governo e una maggioranza, resta un punto interrogativo. E ciò potrebbe essere una lacuna fatale. François Bayrou, 65 anni, sindaco di Pau. I suoi punti forti: il fondatore e presidente della formazione centrista MoDem (Mouvement démocrate), è un uomo di esperienza, la cui visione politica sposa largamente il progetto di Macron. François Bayrou vede in Macron l’erede di successo dei suoi tre fallimenti alle elezioni presidenziali. La sua nomina potrebbe rafforzare l’ancoraggio centrista del nuovo presidente della Repubblica. I suoi punti deboli: inviso a una parte della destra per aver dato il suo sostegno a François Hollande al ballottaggio delle elezioni presidenziali 2012, Bayrou è lontano dall’incarnare “il rinnovamento dei volti della politica” invocato da Macron. Il presidente eletto ha comunque assicurato che il sindaco di Pu avrà un ruolo “importante” nella sua maggioranza.

Ma Macron potrebbe anche scegliere a sorpresa una donna

Xavier Bertrand, 52 anni, presidente della regione Hauts-de-France. I suoi punti forti: figura del “fronte repubblicano” dopo la sua elezione a capo della regione Hauts-de-France, Bertrand incarna una destra popolare senza appartenere al campo sarkozista. Il suo incarico a Matignon sarebbe un colpo politico importante: sarebbe un’incursione profonda del nuovocapo dello Stato nei ranghi della destra, capace di destabilizzare i Repubblicani. Bertrand ha inoltre una solida esperienza parlamentare, governativa e di partito. I suoi punti deboli: la nomina di Bertrand, che afferma che “resterà un uomo di destra”, non avverrà senza larghe concessioni politiche. Anche se se appartiene alla generazione dei “cinquantenni” della politica, è lontano dall’incarnare il rinnovamento. Gérard Collomb, 69 anni, sindaco-senatore di Lione. I suoi punti forti: non ha mai avuto incarichi politici a livello nazionale, Collomb, docente associato di lettere classiche è un sostenitore della prima ora di Macron. La sua gestione “pragmatica” transpartitica della metropoli lionnese assomiglia molto a un laboratorio del macronismo. La scelta di questo “elefante socialista” andrebbe nella direzione di un avvicinamento tra aprirebbe chiaramente ‘En Marche!’ e i “progressisti” vallisti. E lascerebbe anche la porta aperta ai ‘juppeisti’ che vorrebbero allearsi con Macron. I suoi punti deboli: Collomb è innanzitutto un barone locale socialista, la cui lunga carriera politica si è costruita lontano dalla durezza del potere nazionale. Richard Ferrand, 54 anni, segretario generale di En Marche! e deputato del Finistère. I suoi punti forti: è uno degli uomini dell’equipe di Macron, già nell’ingranaggio presidenziale per gestire le legislative. Deputato dal 2012, è un volto nuovo della politica, e corrisponde perfettamente al “rinnovamento” del presidente eletto. I suoi punti deboli: non è una scelta di apertura e la sua esperienza politica resta modesta. Inoltre, l’interessato sembra più aspirare alla presidenza del nuovo partito politico che a Matignon. E se il presidente della Repubblica scegliesse l’opzione di rinnovamento rispetto a quella di rassemblement, potrebbe essere tentato di andare fino in fondo al suo percorso, nominando una donna primo ministro, come Sylvie Goulard e Anne-Marie Idrac che figurano tra le favorite.