Forni crematori, Damasco stupefatta: “Narrazione hollywoodiana…”

Una “narrazione hollywoodiana”, una storia “lontana dalla realtà”: così Damasco risponde alle accuse del Dipartimento di Stato Usa secondo cui il legittimo governo siriano del presidente Bashar al-Assad starebbe usando un forno crematorio per disfarsi dei corpi dei detenuti uccisi nella prigione di Saydnaya, nei pressi della capitale. La replica alle accuse arriva da una fonte del ministero degli Esteri siriano citata dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. La fonte contesta “le accuse dell’Amministrazione Usa sul cosiddetto Olocausto, in aggiunta al disco rotto sui barili esplosivi e sulle armi chimiche”, parlando di “accuse del tutto infondate” e di “menzogne” per “giustificare la politica di aggressione contro altri Paesi sovrani”.

Damasco colpisce i terroristi dell’Isis al confine iracheno

È salito a “oltre 60 morti” il bilancio dei raid aerei di ieri nella città siriana di al-Bukamal, nel Rif orientale di Deir Ezzor, al confine con l’Iraq, un’area controllata dai miliziani dello Stato islamico (Isis). È quanto si legge sul sito di notizie vicino all’opposizione armata Shaam, che attribuisce l’attacco a “caccia del regime iracheno”. Ieri la radio filo-governativa siriana Sham FM aveva puntato il dito contro la Coalizione internazionale a guida Usa. Gli attivisti hanno riferito che “gran parte delle vittime sono sfollati siriani e iracheni”, ma molti “non sono identificabili a causa dello stato dei cadaveri”, così come il bilancio delle vittime “non è definitivo”, alla luce dell’elevato numero di feriti, “oltre cento”, che sono stati distribuiti tra i vari ospedali nel Rif di Deir Ezzor.