Foggia, maxi-spaccio di droga davanti ai licei del centro: 17 arresti

4 Mag 2017 13:34 - di Redazione
pusher

Spaccio in pieno centro a Foggia: 17 arresti. Una piazza di spaccio situata in modo strategico vicino ad alcuni dei più conosciuti e frequentati istituti scolastici di Foggia, il liceo classico Lanza, l’istituto magistrale Poerio, la scuola media Alfieri, e alla stessa Università: è quella dove agiva un gruppo di spacciatori arrestati da agenti della Squadra Mobile della Questura, nell’ambito di una operazione coordinata dalla Procura della Repubblica che ha portato a 17 arresti (13 in carcere e 4 ai domiciliari). L’accusa à di detenzione a fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana). Le indagini, iniziate da ottobre 2015 e concluse a gennaio 2016, hanno accertato una intensa attività di cessione di droga in piazza Italia, punto di ritrovo di molti studenti, anche minorenni. La droga era venduta al dettaglio e al grammo al prezzo di 3-5 euro la marijuana e di 5-10  euro l’hashish. Tra i giovani coinvolti anche un parente di Salvatore Prencipe, considerato dagli inquirenti un elemento di spicco della malavita foggiana.

Foggia, spaccio davanti ai licei

La mancanza di sistemi pubblici di videosorveglianza e la particolare conformazione della piazza non consentivano alcuna attività di appostamento, per cui i giovani spacciatori agivano indisturbati e a ritmo frenetico, anche e soprattutto durante il giorno quando il bacino scolastico di utenza era più ampio. Per questo gli inquirenti hanno fatto installare in piazza apposite telecamere, oltre a mettere sotto controllo alcuni telefoni per stanarli mediante le intercettazioni. Lo spaccio si svolgeva a ritmi intensi e con grande organizzazione, in più punti strategici della piazza: ad esempio, spesso, la cessione avveniva in modo indiretto. La sostanza veniva depositata nelle aiuole che la delimitano dove gli acquirenti la prelevavano in modo da eludere i controlli della polizia. Questo particolare ha indotto la Polizia a ritenere che gli spacciatori siano vicini alla malavita locale dalla quale verosimilmente si sono riforniti. 

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