Filippine, Duterte va da Putin per comprare armi per la guerra ai narcos

Il molto criticato presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, che ha dichiarato guerra ai narcos e alla criminalità, torna a far parlare di sé: le Filippine sono interessate ad acquistare armi leggere, elicotteri e aerei militari in Russia, come ha anticipato lo stesso presidente Duterte in merito alla sua visita di quattro giorni in Russia e al suo incontro, giovedì, con il presidente russo Vladimir Putin. “Stiamo combattendo una ribellione, proprio come la Russia. Abbiamo bisogno di armi perché ci troviamo di fronte due problemi gravi, il terrorismo e gli stupefacenti”, ha affermato, precisando di non voler più acquistare armi dagli Stati Uniti “perché criticano il rispetto dei diritti umani” nel Paese (6mila le persone che sarebbero state uccise nella guerra al traffico degli stupefacenti che Duterte ha lanciato al suo insediamento). “Quando sono stato eletto, ho detto che sarebbe arrivato il momento in cui non avrei più voluto vedere militari stranieri, e non solo americani, nel mio Paese”, ha aggiunto Duterte esprimendo tuttavia la sua apertura a forgiare nuove alleanze di difesa (oltre a quella tradizionale con gli Stati Uniti). La visita “segna un nuovo capitolo nelle relazioni fra Russia e Filippine e invierà un forte messaggio sull’impegno delle Filippine per cercare partnership nuove e per rafforzare relazioni con partner non tradizionali come la Russia”, aveva spiegato nei giorni scorsi l’assistente del ministro degli Esteri delle Filippine Maria Cleofe Natividad. “E’ possibile contare solo su Russia e Cina“, ha precisato ancora Duterte. L’incontro fra Putin e Duterte, ha reso noto il Cremlino, si concentrerà sulla “stabilità e la sicurezza nella regione dell’Asia del Pacifico”. Duterte ha preso parte la scorsa settimana al vertice per la Via della seta organizzato dalla Cina. Dopo aver salutato con favore l’elezione di Donald Trump, Duterte non ha però poi ricevuto altrettanto calore da Washington.