Fece arrestare gli assassini di sua figlia: uccisa in Messico da un commando

È stata uccisa con un colpo alla testa nel giorno della Festa della Mamma, festeggiata in Messico il 10 maggio, Miriam Rodriguez Martinez, attivista messicana che si batteva per far luce sui desaparecidos. La donna, madre di una ragazza rapita nel 2012 e ritrovata morta in una fossa comune, era conosciuta per aver investigato sulla scomparsa della figlia ed essere riuscita a far arrestare alcuni membri del cartello della droga degli Zetas, responsabili del sequestro. Da allora, è diventata leader dell’organizzazione “Comunidad Ciudadana” che cercava altri dispersi e denunciava i mandanti di questi omicidi. Forse è per questo è stata messa definitiva a tacere da un commando di uomini armati che hanno fatto irruzione nella sua abitazione a San Fernando, stato di Tamaulipas.

Messico, l’attivista aveva ricevuto minacce di morte

Secondo quanto scrive la Bbc, a marzo uno dei killer della figlia riuscì a fuggire dalla prigione e la donna cominciò a ricevere numerose minacce di morte. Più volte ha chiesto alla polizia protezione, ma le sue richiesta rimasero inascoltate. Una versione smentita dalla autorità, secondo le quali delle pattuglie eseguivano delle ronde almeno tre volte al giorno. Diverse organizzazioni, tra cui l’ufficio messicano dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, hanno chiesto alle autorità di indagare su questo omicidio, perché non resti impunito e per garantire la sicurezza degli attivisti in simili circostanze.