Tre sorelle rom morte nel rogo del camper, la Procura indaga per omicidio

C’è l’omicidio volontario tra le ipotesi di reato su cui indaga la Procura di Roma in relazione al rogo del camper a Centocelle, in cui sono morte tre sorelle, una ragazza di 20 anni e due bambine di 4 e 8 anni. La polizia scientifica ha trovato sul luogo tracce di liquido infiammabile, che hanno indotto gli inquirenti ad aggiungere la nuova ipotesi a quella iniziale di incendio doloso. 

Al vaglio le telecamere della zona

Nuovi elementi utili a chiarire cosa sia successo si attendono ora dall’analisi delle telecamere della zona, già al vaglio della polizia. Sul camper, che si ipotizza si trovasse sul luogo della tragedia – via Mario Ugo Guattori – dalla sera prima, oltre alle tre vittime, c’erano gli altri componenti della famiglia, di origine rom: i genitori e 11 figli. Gli altri membri della famiglia, che hanno riferito agli inquirenti di aver ricevuto minacce, sono riusciti a mettersi in salvo anche grazie all’aiuto dei vigili del fuoco, arrivati in pochi minuti. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, si è recata immediatamente sul posto, e cordoglio è stato espresso da diverse forze politiche. «L’amministrazione capitolina esprime il più profondo cordoglio per la tragedia avvenuta questa notte nella Capitale dove hanno perso la vita tre sorelle. La morte di una ragazza e di due bambine », ha detto Raggi.

Il cordoglio per il rogo di Centocelle

Ma oltre a suscitare grande sconcerto, la tragedia ha anche riacceso i riflettori sulle condizioni di degrado e abbandono in cui versa Roma. «Non è la prima volta che piangiamo la morte di bambini in un rogo di un camper o di un accampamento di fortuna», ha commentato il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, ricordando un caso simile che si verificò nel 2011. «A Roma, come in tante altre parti d’Italia, si continua a morire di esclusione sociale e di stigma», ha proseguito Rocca, invitando le istituzioni a «moltiplicare gli sforzi per arrivare nelle troppe zone grigie della nostra società, dove vivono gli ultimi, gli esclusi, i vulnerabili, gli invisibili». Il Codacons, invece, ha chiesto che «la Procura verifichi eventuali responsabilità dell’amministrazione capitolina e delle istituzioni competenti, perché più aumentano situazioni di degrado come quella di via Mario Ugo Guattari più la sicurezza pubblica è a rischio».