Falsa partenza per il bonus degli asili nido, ci sono correzioni. Le regole

É arrivato il 18 maggio, il “d-day” per il bonus asilo nido: ma è giallo. Era attesa per questi giorni la circolare in cui si ufficializza la partenza e il via alle domande per questo contributo per le mamme che lavorano: in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del 17 febbraio 2017 che istituisce il bonus per i nati o adottati a partire dal 1° gennaio 2016. Ma al momento sembra non esserci certezza sui tempi. Il che è grave. L’Inps dice di essere pronta ma di essere in attesa di un passaggio informale da parte del ministero dell’Economia. Dal canto suo fonti del Mef affermano che la “circolare spedita dall’Inps è stata rispedita al mittente il 4 maggio con piccole criticità da correggere“. Cosa è accaduto in queste due settimane circa? Il solito scaricabarili, le solite lungaggini che intervengono guarda caso quando si tratta di dare un po’ di ossigeno alle famiglie. Cosa accadrà? Lo scopriremo solo vivendo.

Il bonus asilo nido è (o meglio usare il condizionale per scaramanzia) un “contributo erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale tramite un pagamento diretto, con cadenza mensile, al genitore richiedente, fino a concorrenza dell’importo massimo della quota parte mensile, dietro presentazione da parte dello stesso genitore della documentazione attestante l’avvenuto pagamento della retta per la fruizione del servizio presso l’asilo nido pubblico, o privato autorizzato, prescelto”.

Requisiti – Il genitore richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti: a) cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro dell’Unione europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo; b) residenza in Italia.

Come fare domanda – Per accedere ai benefici il genitore richiedente presenta domanda all’Inps tramite i canali telematici, indicando, al momento della domanda stessa, a quale dei due intende accedere.

Quando presentare domanda – Per ciascun anno, a decorrere dall’anno 2017, le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre e il beneficio è erogato nel limite di spesa indicato, secondo l’ordine di presentazione telematica delle domande. In ogni caso, qualora, a seguito delle domande presentate, sia stato raggiunto, anche in via prospettica, il limite di spesa, l’Inps non prende in considerazione ulteriori domande. L’Inps provvede entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto alla pubblicazione di apposite istruzioni operative, sul proprio sito istituzionale, concernenti l’accesso ai benefici. Ma ad oggi tutto tace.