Erdogan e il suo chiodo fisso: i militanti curdi sono uguali all’Isis

La Turchia continuerà ad adottare le misure necessarie per contrastare quelle che percepisce come minacce lungo il confine meridionale, quello con la Siria e l’Iraq, e non permetterà la presenza di entità “ostili”: lo ha affermato il leader turco Recep Tayyip Erdogan dopo il faccia a faccia a Sochi con il presidente russo Vladimir Putin. “Non facciamo distinzioni tra le organizzazioni terroristiche – ha ribadito Erdogan – Per noi Daesh (o Isis), al-Qaeda e le Ypg sono la stessa cosa”. I combattenti curdi siriani delle Ypg sono sostenuti dagli Usa in funzione anti-Isis, mentre per il governo di Ankara la milizia è un gruppo “terroristico” perché legata al Pkk. Trovare una “soluzione politica” alla crisi siriana è un “obiettivo comune” di Russia e Turchia. Lo ha dichiarato il presidente turco incontrando i giornalisti prima di imbarcarsi per Sochi. Erdogan, citato dal sito del quotidiano Sabah, ha sottolineato che la Siria sarà il tema principale del colloquio e ha evidenziato come sia “arrivato il momento” che i Paesi coinvolti nella crisi adottino posizioni costruttive. Secondo il presidente turco, nell’incontro a Sochi si è parlatoanche di Iraq, di relazioni economiche tra Turchia e Russia e di come i due Paesi possono rafforzare la loro cooperazione.

Erdogan e Putin stanno pensando alla liberazione di Raqqa

Ieri il leader turco, in un discorso pronunciato ad Ankara, ha annunciato che durante il faccia a faccia con Putin si parlerà anche dell’operazione per riprendere Raqqa, la capitale dell’Isis nel nord della Siria. I due leader, che hanno riallacciato i rapporti lo scorso anno dopo la crisi innescata dall’abbattimento di un jet russo sul confine con la Siria il 24 novembre 2015, si sono già visti a Mosca a marzo. “Ho sempre suggerito la creazione di una no-fly zone” in Siria e “ora c’è una zona di de-escalation a Idlib”. Lo ha affermato Erdogan riferendo, come riporta il giornale turco Sabah, dell'”accordo” con il leader russo Putin per la creazione di “zone di de-escalation”, ovvero aree a tensione ridotta nel quadro del sanguinoso conflitto che si trascina in Siria dal 2011. “Spero che questa zona di de-escalation tenga”, ha aggiunto Erdogan. Putin ha detto ai giornalisti di aver usato una mappa per discutere con il leader turco della creazione di queste zone speciali nella regione di Idlib, pur ribadendo che prosegue la lotta al terrorismo.