«Era un vero servitore dello Stato»: Franco Mugnai ricorda Luigi Ramponi

Consentitemi di chiamarlo Gigi. Per me il generale Ramponi era un amico, oltre che un esempio altissimo di cosa significhi davvero sentirsi uomo al servizio dello Stato.

Un militare serio e franco, ma sempre affabile

Lo conobbi alla fine degli anni Novanta, quando lui era candidato alle elezioni europee per Alleanza nazionale e io ero il presidente provinciale del partito a Grosseto. Mi colpirono in lui la serietà e la franchezza tipiche di chi ha una impostazione militare. Ma mi colpì soprattutto come questo rigore non togliesse nulla alla sua affabilità e, anzi, in qualche modo, la rendesse ancora più autentica. Ci ritrovammo a parlare, in uno di quei primi incontri, di montagna, sci, calcio. Scoprendo di condividere la passione per le vette. Non sono certo di poter parlare di uno scambio alla pari, per il fatto che io avvertivo tutta l’autorità di quella figura così solida e che già tanto impegno aveva offerto al nostro Paese. Ma ricordo con nettezza che mai, in alcun modo, da parte sua ci fu la volontà di farmela pesare.

Luigi Ramponi resta un grande esempio

Lo ritrovai poi in Senato, ormai colleghi sui banchi. E di nuovo ebbi modo di riscontrare l’umiltà di chi si preoccupa di fare il proprio dovere, con l’orgoglio e la voglia di farlo al meglio, senza mai avere la tentazione di far pesare ruolo o potere. Eppure, Gigi – il generale Ramponi – aveva ricoperto incarichi di altissimo livello nelle nostre forze armate, arrivando a guidare la Guardia di Finanza e il Sismi. Con questo stesso spirito di servizio ha svolto anche il suo lungo mandato da parlamentare, durante il quale non ho mai smesso di guardarlo come un esempio, anche quando, meno pratico delle cose della politica di quanto non fosse di quelle militari, non esitava a chiedere, informarsi, cercare di capire. E ora che se ne va, con la stessa compostezza con cui ha vissuto, posso dire che abbiamo perso un uomo fuori dal comune, ma che ci resta l’esempio di quella che, per me, è la migliore rappresentazione possibile dell’alto ufficiale. Come dovrebbe essere e come Gigi è stato. Addio, generale.