Elezioni, la May decisa a farla finita con l’immigrazione incontrollata

Una stretta all’immigrazione dei cittadini europei e un giro di vite decisivo nei confronti dell’immigrazione extra Ue. È quanto promette ai britannici la premier Theresa May, che ieri ha presentato il programma del Partito conservatore per le elezioni generali dell’8 giugno. Eppure, i suoi Tories “non scivoleranno a destra”, assicura la May. La premier prende le distanze dal Thatcherismo, al quale era stata accostata, ma anche dal “May-ismo”, il neologismo coniato per lei da chi la critica da destra, accusandola di essere una “red Tory”, una conservatrice rossa. Per il futuro, la May promette solamente un “buono e sano conservativismo”. La Gran Bretagna che si appresta ad uscire dall’Unione europea deve affrontare per il futuro “cinque grandi sfide”, per contrastare le divisioni sociali, le disuguaglianze economiche, l’invecchiamento demografico e i cambiamenti tecnologici, ha detto la premier. Il suo governo punterà a costruire una “grande meritocrazia, che non funzioni solo per pochi privilegiati”. Il Regno Unito, ha assicurato la premier, non tenterà di rimanere “metà fuori e metà dentro la Ue”. L’impegno è quindi per ridurre al di sotto delle 100mila unità l’immigrazione netta, vale a dire la differenza tra il numero di immigrati che entrano nel Paese e il numero di persone che si trasferiscono fuori dalla Gran Bretagna. “L’immigrazione incontrollata ha un impatto sulle persone, sui servizi pubblici e a volte sul lavoro”, ha detto la May.