È morto Valentino Parlato, comunista controcorrente e storico direttore del “Manifesto”

Se n’è andato a 86 anni Valentino Parlato, storico direttore del quotidiano Il manifesto. Era nato a Tripoli nel 1931. Pur avendolo fondato con Luigi Pintor e Luciana Castellina, nel giugno del 1969, nel 2012 abbandonò Il manifesto giudicandolo “decaduto”, un “giornale come gli altri”. Giorgio Dell’Arti lo definisce “uomo originale” e Valentino Parlato non esitava a dare scandalo quando lo riteneva necessario, come quando nel 1989 ospitò sulla sua testata un’intervista a Pino Rauti. Un atto di coraggio intellettuale in un’epoca in cui lo “sdoganamento” del polo escluso era ancora lontano. 

Ma non fu certo quello il solo atto di apertura intellettuale. Numerose volte Parlato è apparso controcorrente, provocatorio, eretico, come quando dichiarò di trovarsi in sintonia con Enrico Cuccia. Fece scalpore anche la sua affermazione che un comunista non poteva avere una colf. Parlato mandò in subbuglio la sua parte politica quando si dichiarò, ancora sette anni fa,  convinto sostenitore del colonnello Gheddafi. Alle ultime elezioni comunali a Roma non ebbe esitazioni nel rivelare di avere dato il suo voto a Virginia Raggi, pur essendo consapevole dei limiti del movimento di Grillo: “La loro protesta è fondata. Tuttavia Grillo mi fa pensare all’Uomo qualunque della mia giovinezza, capace di parlare agli scontenti, ma senza una vera idea. Grillo ti fa contento solo sul breve periodo”. Ma soprattutto si rifiutò di demonizzare Donald Trump. In proposito in un’intervista a Repubblica, dove tra l’altro spiegava il suo No al referendum sulla riforma costituzionale,  dichiarò di non essere spaventato da Trump: “Provocherà dei conflitti, ma almeno scuoterà questa immobilità mortale, e spingerà la sinistra a tornare a sporcarsi le mani”.

Il manifesto nella sua homepage lo saluta con una foto in cui Parlato è ritratto con l’immancabile sigaretta (rivendicava di fumarne circa 70 al giorno) e il titolo “Ciao Vale”. Così viene definito Parlato: “Comunista per tutta la vita, ha militato nel Pci fino alla radiazione, lavorato a Rinascita, fondato e difeso il manifesto in tutta la sua lunga storia”. 

Parlato ha raccontato se stesso nel documentario ‘Vita e avventure del Signor di Bric à Brac‘, scritto e diretto dal figlio Matteo insieme a Marina Catucci e Roberto Salinas. Al Manifesto ha dedicato due libri: Se trentacinque anni vi sembrano pochi (Rizzoli 2006) e La rivoluzione non russa. Quaranta anni di storia del manifesto (Manni).