Dopo il naufragio i sopravvissuti raccontano la morte in diretta di 80 persone (video)

Tra annunci choc e indagini, scontri tra Procure e arbitrati affidati al Csm, in mare si continua a morire. E dopo il naufragio avvenuto nelle scorse ore al largo del Canale di Sicilia, che aggiorna il teagico bollettino di morte a 80 vittime, (scafista compreso), la tomba a cielo aperto che è ormai il Mediterraneo ingoia altre vite.

Naufragio, 80 morti. I superstiti sbarcati a Pozzallo

A quanto tapela dai primi accertamenti e dalle testimonianze di alcuni sopravvissuti, il gommone su cui viaggiavano almeno 120 persone si sarebbe sgonfiato nel Canale di Sicilia, facendo cadere in mare i profughi che trasportava. I morti sarebbero oltre 80, secondo le ricostruzioni fornite agli inquirenti dai superstiti, sentiti su disposizione della Procura di Ragusa, recuperati dal mercantile Alexander Maersk e approdati ieri a Pozzallo. Tra le vittime figurerebbe anche lo scafista del gommone che si è rovesciato dopo avere imbarcato acqua tra le circa ottanta vittime del naufragio avvenuto al largo della Libia.

Naufragio, 80 morti: il racconto dei sopravvissuti 

La terribile combinazione di acqua imbarcata e di tenuta dell’imbaracazione ormai ai minimi termini (e sul punto si sgonfiarsi del tutto), è stata dunque letale per decine e decine di passeggeri, risucchiati dai flutti sotto gli occhi dei superstiti riusciti a mettersi in salvo restando aggrappati al natante. E lì, appesi a un filo si speranza, sono rimasti in acqua per molte ore. E mentre un dramma si consumava, sulla stessa rotta, ma in un  altro corridoio di mare, alla fonda davanti il porto di Catania la nave Fiorillo della Marina Militare portava definitivamente in salvo altri 541 migranti grazie a ben sei operazioni di soccorso nel mare Mediterraneo.