Compravendita di voti, oltre cento arresti in Iran. Fermati anche terroristi

Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato oltre 100 persone nella provincia di Teheran per reati elettorali. Lo ha riferito il capo della magistratura della stessa provincia, Gholam Hossein Esmaili, mentre vanno avanti le operazioni di voto in Iran per eleggere il nuovo presidente. In dichiarazioni all’agenzia di stampa Tasnim, Esmaili ha sottolineato che la maggior parte degli individui è stata arrestata con l’accusa di compravendita di voti. Secondo Esmaili, inoltre, le irregolarità riguardano soprattutto le elezioni per il rinnovo dei consigli municipali, ma si sono registrati casi che interessano anche le presidenziali. Inoltre le forze di sicurezza iraniane hanno smantellato alcune cellule terroristiche che volevano colpire durante le elezioni in programma oggi nella Repubblica islamica. Lo ha annunciato il ministro iraniano dell’Intelligence, Mahmoud Alavi, parlando con i giornalisti a margine della sua visita alla sede del ministero dell’Interno dove si monitora il processo elettorale. Alavi, citato dall’agenzia di stampa Tasnim, ha sottolineato che le forze di sicurezza hanno attentamente vigilato su ogni attività sospetta, ribadendo la “supremazia” dell’intelligence sui gruppi terroristici. Il ministro non ha aggiunto dettagli sulle operazioni. Intanto si apprende che è stata prorogata di altre due ore la chiusura dei seggi. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. Stando alle nuove disposizioni, dovute all’alta affluenza, la chiusura dei seggi è prevista alle 22 ora locale (le 19.30 in Italia), ma non è esclusa un’ulteriore proroga.