Ci costano 10 mld le sanzioni a Mosca. Anche Gentiloni se ne sta convincendo

L’avvio del dialogo con la Russia crea le premesse per chiudere una guerra commerciale che ha provocato una perdita complessiva stimata ormai in oltre 10 miliardi per il made in Italy in termini di esportazioni. È quanto stima la Coldiretti in occasione dell’incontro a Sochi tra il premier Paolo Gentiloni e il leader russo Vladimir Putin, a quasi 3 anni dall’embargo totale deciso nei confronti di importanti prodotti agroalimentari in risposta alle sanzioni statunitensi ed europee. “L’agroalimentare – sottolinea la Coldiretti – è l’unico settore ad essere colpito direttamente da un embargo totale sancito, come ritorsione alle sanzioni europee, dalla Russia con decreto del 7 agosto 2014 che ha chiuso completamente le frontiere del paese di Putin ad una lista di prodotti, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con successiva proroghe”. “Un blocco che è costato al settore in Italia fino ad ora oltre 850 milioni di euro anche perché al divieto di accesso a questi prodotti – precisa la Coldiretti – si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni”. Intanto Farinetti apre Eataly a Mosca, il suo primo negozio in Russia che sarà ufficialmente inaugurato il 25 maggio, al quarto piano del centro commerciale Kievsky.

Gentiloni: teniamo presente il parere della Russia

“Che non si pensi ad un automatismo nel rinnovo delle sanzioni” alla Russia per la vicenda ucraina. Lo ha detto Paolo Gentiloni, a Sochi, dopo l’incontro con Putin. “Bisogna si faccia una discussione seria, avendo chiaro l’obiettivo di mantenere unita l’Europa e l’Alleanza atlantica -ha spiegato il premier- ma facendo un ragionamento serio su come si sta sviluppando la situazione sul terreno in Ucraina. Attuare gli accordi di Minsk resta il nostro obiettivo ma dobbiamo dirci come stanno le cose”. Gentiloni ha sottolineato: “Nessuno pensi che l’Italia romperà in solitaria con gli alleati. Ma nessuno creda che una decisione sulle sanzioni possa essere presa con il pilota automatico”. “Il punto di vista e l’opinione della Russia devono essere parte della nostra discussione”. Lo ha detto Paolo Gentiloni, a Sochi, parlando del G7 al termine dell’incontro con Vladimir Putin. “Sappiamo quali sono le cose che ci uniscono e che ci dividono, ma sappiamo che abbiamo un interesse comune per la stabilità internazionale, la lotta al terrorismo, la soluzione delle crisi come in Libia, Siria e anche Corea -ha aggiunto il premier-. Tenere conto di un attore così importante credo sia un dovere per chi ha quest’anno il compito di presiedere il G7”. “Non si tratta di domandarsi se il G7 tornerà il G8, si tratta di lavorare con un partner fondamentale come la Russia per trovare dei punti comuni nella gestione delle crisi internazionali -ha spiegato ancora Gentiloni-. Più riusciremo a fare passi in avanti su questo, più la risposta alla domanda se il G7 tornerà G8 sarà naturale”.