Centrodestra vincente se unito. È la legge elettorale il vero banco di prova

Il centrodestra è in fermento. Le divisioni sulla legge elettorale, con Forza Italia attestata sul Cespugliellum e la Lega schierata con il Mattarellum corretto, e le tensioni in corso tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini rischiano di superare il livello di guardia e di tracimare ben oltre i limiti di una polemica ordinaria.

Brunetta a Salvini: «Sei bravo, ma conta la coalizione»

A cercare di riportare un minimo di armonia ha provveduto, dai microfoni di Radio Cusano Campus, Renato Brunetta con una dichiarazione che, pur partendo da un riconoscimento al leader politico Salvini («ha preso la Lega ridotta ai minimi termini e l’ha portata al 14-15 per cento. Chapeau»), non manca di richiamarlo alla necessità di pensare e di agire nell’ottica di una coalizione che punti a governare l’Italia: « Una Lega forte, Fratelli d’Italia forte, Forza Italia ancor più forte e che ritorni ai fasti del passato, più tutte le altre formazioni che si riconoscono nei valori del centrodestra, insieme, a prescindere dal sistema elettorale – ha argomentato Brunetta -, sono maggioranza già oggi nel Paese, tra il 32 e il 34 per cento».

La posizione del Mns

La fatidica soglia del 40, previsto dalla legge elettorale uscita dalla sentenza della Consulta, per Brunetta, non è più un miraggio. In più, ha aggiunto, «in questo momento il Pd spaccato, diviso, dilaniato, con nemici a sinistra arranca tra il 25-26 per cento» mentre sul fronte Cinquestelle «il 27-28 per cento dei grillini è bellissimo ma anche inutile perché non hanno capacità di coalizzarsi con nessun altro e quindi rimane una sottrazione rispetto al panorama politico». Sulla necessità di riannodare il filo del dialogo all’interno del centrodestra del Mns concordano Francesco Storace e Gianni Alemanno che in una conferenza stampa hanno chiesto la convocazione degli stati generali del centrodestra dopo le comunali dell’11 giugno per dare vita ad «un grande incontro che coinvolga tutte le realtà per affrontare nodi come legge elettorale, primarie, formazione delle liste e l’Europa, che rappresenta il tema più divisivo».