Brexit, conto troppo salato per la Gran Bretagna: «La Ue vuole dissanguarci»

Alla fine potrebbe essere Bruxelles, cioè l’Unione europea e quindi, in ultima analisi, tutti quanto noi che ne siamo indirettamente contribuenti, a dover pagare il conto della Brexit. Strani gli inglesi: votano e poi presentano agli altri il conto delle loro decisioni. Questo, almeno, è quanto sostiene il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, in un’intervista al Daily Telegraph, adducendo non meglio specificati «argomenti» da lui stesso definiti «molto buoni». Ma facciamo un salto indietro: secondo indiscrezioni circolate nelle settimane scorse, Bruxelles avrebbe quantificato in circa 60 miliardi di euro il conto che Londra dovrebbe pagare per la Brexit. Addirittura 100 secondo il Financial Times. Ma Johnson non ci sta e parla di «logica assolutamente presuntuosa» sottesa a tale richiesta. Tutt’altra, per lui, la verità: «Stanno cercando di dissanguare il Paese con il loro conto».

Johnson: «Per la Brexit chieste cifre assurde»

Che siano 60 o 100, per il ministro degli Esteri ed ex-sindaco di Londra si tratta di cifre «assurde». Da qui la minaccia di abbandonare la trattativa del negoziato della Brexit «senza pagare nulla», denunciando le «tecniche brutali di negoziato da parte di Bruxelles». Nel mirino di Johnson c’è soprattutto il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, per attaccare il quale scomoda addirittura una canzone degli Eagles: «Pensa che la Ue sia l’Hotel California, dove si può fare il check out ma senza poter mai riuscire ad andarsene. Si sbaglia».

Gran Bretagna al voto l’8 giugno

In base ai conteggi del Financial Times, la Gran Bretagna avrebbe diritto ad un rimborso di 9 miliardi di sterline dalla Banca europea di investimenti (Bei) e di altri 14 miliardi di sterline in liquidità e beni immobiliari. «Ci sono dei beni – ha spiegato Johnson, tra i più decisi fautori della Brexit – non voglio entrare troppo nei dettagli del negoziato, ma ci sono dei beni che condividiamo, che abbiamo pagato per anni e per i quali sarà necessaria e il cui valore verrà valutato con molta cura». L’ultima sortita Johnson la riserva alle elezioni del prossimo giugno: «Vi è una reale possibilità che Vladimir Putin stia cercando di sabotare le prossime elezioni politiche in Gran Bretagna. Il presidente russo – ha concluso – sarebbe felice se il laburista Jeremy Corbyn vincesse»