Antimafia, la Bindi vuole Giovanardi fuori dalla commissione: è indagato

Via Giovanardi dalla commissione Antimafia. La richiesta, in realtà un’accorata esortazione ad autosospendersi rivolta anche al grillino Riccardo Nuti, arriva direttamente dall’Ufficio di presidenza guidato da Rosy Bindi. Sia Giovanardi sia Nuti risultano indagati per vicende tra di loro diverse nel merito e “geograficamente” distanti. Sull’esponente M5S grava infatti una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta “firme false” mentre per Giovanardi, oggi animatore del movimento “Idea” l’accusa sarebbe addirittura di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, e minacce a corpo amministrativo dello Stato aggravata dalla finalità mafiosa.

Giovanardi e Nuti (M5S) invitati ad “autospendersi”

Tradotto in concreta azione politica, significa che Giovanardi – come puntualizza una polemica nota dei suoi colleghi Andrea Augello, Luigi Compagna, Vincenzo Piso ed Eugenio Roccella – attraverso la sua attività parlamentare «ha messo in dubbio alcune procedure interdittive» che avrebbero colpito imprese della sua città, Modena. In teoria, in base all’articolo 68 della Costituzione nessun parlamentare dovrebbe rispondere dei propri atti parlamentari. Ma l’insindacabilità è oggi una diga poco più che immaginaria e di una guarentigia posta a tutela della libertà, non del singolo eletto, ma sue tramite, dei cittadini non resta davvero più nulla.

La solidarietà dei parlamentari di “Idea”

Tuttavia, quel che più sorprende in negativo in questa vicenda è la circostanza che l’Antimafia presieduta dalla Bindi abbia di fatto già dichiarato “indegno” Giovanardi. Tanto più – come rilevato dai parlamentari prima citati – che in passato lo stesso Ufficio di presidenza si è «astenuto da analoghe esortazioni nel caso di altri parlamentari, componenti la commissione, raggiunti da avvisi di garanzia». L’auspicio quindi espresso da Augello, Compagna, Piso e Roccella è che «nelle prossime ore l’ufficio di Presidenza sia in grado di correggere e/o integrare la decisione di ieri, proponendo un approccio meno estemporaneo e discriminatorio».