Anche in Italia il “respiro del diavolo”, la droga che ruba l’anima: due in coma

La leggenda metropolitana parla di un furto, con destrezza. Dicono che quella droga lì rubi l’anima ai ragazzi: in Colombia la chiamano “Burundanga”, nel resto del mondo “Devil’s breath”, il “respiro del diavolo” ma per la scienza il vero nome è scopolamina. Fa paura l’ultima droga, la più pericolosa, arrivata anche in Italia da qualche mese, spesso senza che neanche i “pusher” ne conoscano davvero gli effetti su chi la assume. Il “respiro del diavolo” si sniffa ed è in grado di annientare la coscienza delle persone, manipolandone la volontà e piegandole completamente al volere di chi hanno davanti. Assumendola si è portati ad assecondare capricci di qualsiasi tipo, perdere completamente il controllo di se stessi, svuotarsi di qualsiasi volontà. A Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena, questa droga così insidiosa, ricavata da una pianta, ha mandato due ragazzi in come: in tre ragazzi sabato sera l’avevano assunta durante una festa privata, due di loro sono in terapia intensiva e la prognosi è riservatissim, il terzo è riuscito a lanciare l’allarme e a chiamare i soccorsi.  Non si sa ancora dove i ragazzi abbiano reperito la sostanza, nota anche come “droga dello stupro”. L’ipotesi più inquietante è che i giovani modenesi possano averla comprata su Internet. Come fosse un ipod o un capo d’abbigliamento.

La scopolamina, nota anche come ioscina, è un farmaco alcaloide allucinogeno ottenuto da piante della famiglia delle Solanaceae, come l’Hyoscyamus niger o le specie del genere Datura, tra queste è da segnalare l’abbondanza nello stramonio. È prodotta in queste piante come sottoprodotto del loro metabolismo secondario.

Un grammo di Scopolamina ha lo stesso aspetto e la stessa densità di un grammo di Cocaina, ma con un grammo di Scopolamina si possono uccidere fino a 10/15 persone.