Agguato di mafia a Palermo, ucciso il boss Dainotti. Uccise 3 carabinieri

La mafia torna a sparare per le strade di Palermo. Il boss Giuseppe Dainotti, 57 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa in via D’Ossuna, nel quartiere Zisa. La vittima era su  una bicicletta quando sarebbe stato affiancato da due killer, forse in moto, che lo hanno ucciso con un colpo alla testa. L’uomo era stato scarcerato nel 2014 tra le polemiche dopo una condanna per mafia a seguito dell’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici che l’accompagnavano. Il boss Giuseppe Dainotti era stato condannato tre anni fa all’ergastolo ma era riuscito a lasciare il carcere, tra feroci polemiche, beneficiando della Legge Carotti, in base alla quale ha commutato l’ergastolo in 30 anni di carcere per alcuni nomi eccellenti di Cosa nostra. Dopo un quarto di secolo è stato scarcerato. Uomo di peso del clan di Porta Nuova, Dainotti è stato il factotum del boss Salvatore Cancemi

Il boss Dainotti, condannato all’ergastolo e poi scarcerato

Giuseppe Dainotti, come raccontano le cronache giudiziarie di Cosa nostra, era ritenuto un boss del mandamento di Porta Nuova di Palermo. Con lui, grazie alla legge Carotti, furono scarcerati altri boss del calibro di Giovanni Matranga, Francesco Mulè e Giulio Di Carlo. Erano stati tutti condannati all’ergastolo per l’omicidio nel 1983 del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici.