Agenti feriti a Milano, su Fb l’aggressore faceva il tifo per l’Isis (video)

Anche la pista terroristica, in un primo tempo esclusa, è monitorata dalla Questura di Milano in merito all’accoltellamento di tre agenti di polizia alla Stazione Centrale da parte di un giovane italo-tunisino, già fermato per spaccio di droga, attenzionato per simpatica filo-Isis, che ora è agli arresti con l’accusa di omicidio volontario. «Non abbiamo elementi per poter dire assolutamente nulla. E al vaglio c’è tutto quello che abbiamo raccolto, stiamo controllando poi faremo anche ricerche di natura informatica». Così il questore di Milano, Marcello Cardona, ha riferito ai giornalisti commentando  la violenta aggressione di Ismail Hosni a due militari e a un poliziotto della Polfer in occasione di un normale controllo di sicurezza.

Si fa strada la pista islamica

Il ventenne, con precedenti penali, avvistato per il suo fare sospetto, alla richiesta dei documenti da parte degli agenti ha reagito sfoderando due coltelli da cucina e lanciandosi contro i militari: il primo fendente ha colpito l’agente della Polizia di Stato al braccio destro, all’altezza del bicipite, le altre due coltellate hanno raggiunto gli altri due colleghi. Uno di loro, militare semplice di 21 anni, è stato accoltellato al collo, all’avambraccio destro e ad entrambi i fianchi, mentre il caporale maggiore scelto di 34 anni è stato ferito all’altezza della spalla destra. Attualmente l’agente della Polfer e il militare semplice sono ancora ricoverati in condizioni non gravi, coscienti e sotto osservazione, mentre il caporale maggiore è stato dimesso con prognosi di 7 giorni.

L’arresto del tunisino a tempo di record

Malgrado le ferite i poliziotti, in solo otto secondi, come testimonia un video della Polizia di Stato, sono riusciti a immobilizzare l’aggressore, rientrato in Italia dalla Tunisia nel 2015, e consegnarlo a  un’altra pattuglia della Polfer, intervenuta in aiuto, che lo ha portato negli uffici della Stazione e lo ha arrestato per tentato omicidio.  «Si è trattato di un intervento straordinario, dal punto di vista tecnico sono stati molto bravi, hanno salvato l’incolumità della persona controllata sia la loro e siamo molto fiduciosi della loro guarigione», ha detto Cardona che insieme al prefetto di Milano è andato a fare visita ai due agenti ricoverati all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

L’aggressore inneggiava allIsis

Madre italiana, padre tunisino, Hosni, già finito in carcere nel 2016, era da tempo attenzionato perché sospettato di aver cominciato un processo di radicalizzazione. Viveva in macchina alla periferia milanese e spesso bivaccava alla stazione Centrale. Ultimamente si era fatto crescere la barba e aveva un atteggiamento strano, raccontano alcuni testimoni. A sostegno dei legami con il terrorismo islamico, poi, alcuni post sulla sua pagina Facebook inneggianti al Califfato. Risale al 24 settembre del 2016 un video dell’Isis postato su Facebook da Ismail Hosni con un commento in arabo che suona così:Il più bell’inno dell’Isis che abbia mai sentito in vita mia”. Non è l’unico filmato inneggiante all’Isis postato su Facebook da Honsi.