Ultimo giorno di Papa Francesco in Egitto. «Siate estremisti solo nella carità»

«Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché lunico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità, Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui. Ora, come i discepoli di Emmaus, tornate alla vostra Gerusalemme, cioè alla vostra vita quotidiana, alle vostre famiglie, al vostro lavoro e alla vostra cara patria pieni di gioia, di coraggio e di fede. Non abbiate paura di aprire il vostro cuore alla luce del Risorto e lasciate che Lui trasformi la vostra incertezza in forza positiva per voi e per gli altri. Non abbiate paura di amare tutti, amici e nemici, perché nell’amore vissuto sta la forza e il tesoro del credente!». Questo il passaggio più significativo dell’omelia di papa Francesco durante la messa celebrata all’Air Defense Stadium al Cairo davanti a trentamila persone con la quale ha iniziato la seconda e ultima giornata del suo viaggio in Egitto. «I discepoli riconobbero Gesù nello spezzare il pane, nell’Eucaristia. Se noi non ci lasciamo spezzare il velo che offusca i nostri occhi, se non ci lasciamo spezzare l’indurimento del nostro cuore e dei nostri pregiudizi, non potremo mai riconoscere il volto di Dio», ha aggiunto il Pontefice che ha esordito salutando in lingua araba “Al Salamò Alaikum” (‘la pace sia con voi).

L’ultimo giorno al Cairo di papa Francesco

Dopo la giornata di venerdì dedicata anche al discorso all’Università Al-Azhar e alla visita al patriarca copto ortodosso Tawadros II, papa Francesco conclude la sua visita in Egitto con una Messa ( alla quale  hanno partecipato anche diversi musulmani e copti ortodossi), un pranzo in nunziatura con quindici vescovi copto cattolici e una preghiera con il clero, i religiosi, le religiose e i seminaristi. «Meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita», ha detto ancora il pontefice davanti ai fedeli, «non serve riempire i luoghi di culto se i nostri cuori sono svuotati del timore di Dio e della Sua presenza; non serve pregare se la nostra preghiera rivolta a Dio non si trasforma in amore rivolto al fratello; non serve tanta religiosità se non è animata da tanta fede e da tanta carità; non serve curare l’apparenza, perché Dio guarda l’anima e il cuore e detesta l’ipocrisia. Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!». La presenza del papa «ci rallegra e ci benedice», ha detto il patriarca di Alessandria dei Copti, Abramo Isacco Sidrak, esprimendo al pontefice l’immensa gratitudine e stima per aver accettato l’invito a visitare «il nostro amato Paese». «La sua visita e l’accoglienza da parte del popolo egiziano, in tutti i suoi componenti, alla sua cara persona, si riassumono nelle parole del motto che è stato scelto, ossia “Il Papa della Pace, nell’Egitto della Pace”. È un messaggio al mondo che conferma la natura dell’Egitto, che ama la pace e che continuamente si sforza di affermarla nel Medio Oriente e nel mondo intero», ha concluso il patriarca.