Turchia, ora 30 giornalisti di opposizione rischiano l’ergastolo

Rischiano l’ergastolo trenta giornalisti del quotidiano turco d’opposizione Zaman dopo che un tribunale di Istanbul ha accolto la richiesta della procura di
incriminarli per ”appartenenza a un rete terroristica”, ovvero quella dell’imam Fetullah Gulen, e ”tentativo di deporre” il governo. Lo riporta l’agenzia di stampa Anadolu spiegando che la procura ha chiesto tre ergastoli per ciascuno degli imputati, oltre a una pena aggiuntiva a dieci anni di carcere. Dei 30 imputati, 21 si trovano in custodia cautelare, tra cui l’editorialista Sahin Alpay, 73 anni. La prima udienza del processo è fissata per il 18 settembre. Zaman, un tempo il quotidiano più diffuso in Turchia, è stato commissariato nel marzo del 2016 e poi chiuso dalle autorità turche dopo il tentato golpe del 16 luglio. Le autorità di Ankara ritengono che Gulen e i suoi seguaci abbiano tentato il colpo di Stato. Intanto le autorità turche hanno annunciato la sospensione dal lavoro di 9.103 agenti sospettati di legami con la rete di Gulen, l’imam che vive in auto-esilio negli Stati Uniti accusato da Ankara di essere la mente del fallito golpe dello scorso 15 luglio. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu. La notizia arriva all’indomani dell’operazione condotta simultaneamente da 8.500 agenti in 81 province della Turchia che ha portato all’arresto di altre 1.009 persone, in gran parte tra le forze di sicurezza, sospettate di essere affiliate all’organizzazione di Gulen.