Turchia, nuovo blitz contro la rete dei presunti golpisti di Gulen: oltre 800 fermi

Continuano le epurazioni disposte dal presidente turco Erdogan dopo il fallito golpe militare del 15 luglio 2016. Colpire università e media, o comunque, più in generale, chiunque abbia avuto o abbia un seppur minimo collegamento con l’imam Fethullah Gulen, accusato da Ankara di essere la mente del tentativo di colpo di Stato: queste le coordinate punitive seguite dal governo e dal suo leader.

Turchia, nuovo Blitz anti Gulen

E questa la motivazione che ha indotto la polizia turca ad arrestare in un’operazione condotta simultaneamente in 81 province del Paese 803 persone sospettate di essere legate all’organizzazione che fa capo a Fethullah Gulen (Feto), l’imam in auto-esilio negli Stati Uniti considerato da Ankara la “mente” del fallito golpe dell’anno scorso. Lo ha riferito il sito del quotidiano governativo Sabah, precisando che la maggior parte delle persone arrestate fa parte della polizia. Tutti, indiopendentementi da ruoli sociali, professioni e sospetti, vanno ad unirsi alle migliaia di dipendenti di decine e decine di università turche e accademici arrestati. Ai provvedimenti che hanno chiuso moltissimi atenei. Ai giudici, giornalisti e direttori di siti e testate rimossi e messi a tacere. Tutti bersagli mobili co,lpiti e affondati dall’epurazione messa in atto da Erdogan dal primo minuto dopo il fallito golpe messo in atto da una parte delle forze armate turche per rovesciare il presidente e prendere il potere nel Paese.

Oltre 800 arresti: l’ultima fase dell’epurazione

Questa almeno la versio e ufficiale: come noto ormai dal luglio 2016 le motivazioni dietro al tentativo di colpo di Stato non sono chiare: secondo Erdoğan, l’organizzatore sarebbe stato il predicatore e politologo Fethullah Gülen, esule negli Stati Uniti, che ha invece al contrario rispedito subito le accuse al mittente, sostenendo l’ipotesi che l’ideatore del golpe possa essere stato lo stesso presidente Erdogan. Fatto sta che finora il tentativo di rovesciamento del potere ha portato alla morte di oltre 300 persone e al ferimento di altre 1500 e che, in base ai dati forniti dal Governo, solo alla conclusione dell’evento sarebbero stati arrestati 2893 golpisti e 2745 giudici sarebbero stati rimossi dall’incarico dall’Alto Consiglio. A tutti loro, e a tutti quelli che mancano all’appello, si aggiungono oggi gli 803 fermi appena eseguiti.