Turchia, esplosione alla caserma di Diyarbakir: c’è già una vittima (video)

Dunque, come temuto, è stata accertata anche una prima vittima dell’esplosione avvenuta a Diyarbakir, nel sudest della Turchia, in una caserma utilizzata per la riparazione dei mezzi blindati delle forze di sicurezza. Un morto che va ad aggiungersi all’elenco dei feriti, in continuo aggiornamento. Una nota del governatore di Diyarbakir conferma che la vittima era un dipendente del personale civile e che la natura dell’esplosione non è stata ancora accertata. In precedenza l’agenzia di stampa turca Dogan aveva riferito di quattro feriti. Il ministro turco dell’Interno, Suleyman Soylu, è sembrato escludere l’ipotesi di un attacco e ha parlato di «una persona viva intrappolata sotto le macerie, di una persona gravemente ferita e di altre con ferite lievi».

Esplosione alla caserma di Diyarbakir: un morto 

Il fragore del lampo, il boato dell’esplosione, poi la nube di fumo, densa, che sparge un’odore acre nell’aria offuscata e irrespirabile.  Poi le urla, il terrore che offusca l’aria almeno quanto il fumo, le sirene della polizia, della ambulanze schiaccia completamnte qualunque altro suono, qualunque altra voce. E a Diyarbakir, nel sudest della Turchia, esattamente nel distretto di Baglar, in una caserma della Direzione provinciale della Sicurezza, semina panico, choc, dolore e morte. Intanto, mentre le indagini provano ad acquisire ulteriore elementi utili a chiarire almeno la dimanica dell’esplosione, la cui natura non è ancora chiara, si apprende che il la caserma della Direzione provinciale della Sicurezza dove tutto è accaduto, è una caserma utilizzata tra l’altro per la riparazione dei mezzi blindati della polizia. Impossibile decodificare e capire altro: l’unico dato visibile a chi si trova nelle vicinanze è quello della ambulanze che continuanao ad avvicendarsi sul luogo della deflagrazione. Diyarbakir è la principale città del sudest della Turchia a maggioranza curda. La notizia dell’esplosione arriva ad appena cinque giorni dal referendum sulla contestata riforma costituzionale per l’introduzione del sistema presidenziale.