Trump: “Un successo questi primi 100 giorni. Obama ci aveva lasciato nei guai”

Ha parlato in Pennsylvania, nella città di Harrisburg, al raduno organizzato in occasione dei 100 giorni della sua presidenza, che Trump ha definito “il più gran successo della storia del paese“. Ha snocciolato quelli che ritiene i passi avanti rispetto all’amministrazione Obama ( “una baraonda”) e ha terminato con un nuovo pesante  round contro la stampa Usa, “fabbrica  di fake news”.

“Sicurezza al primo posto. Il muro si farà, tranquilli”

Credo davvero che i primi 100 giorni della mia amministrazione siano stati il maggior successo nella storia del nostro paese. La cosa più importante: restituiamo posti di lavoro…”: queste le parole di Donald Trump citate da Fox  News. Parte dall’inizio Donald Trump, precisando quella che ritiene la pesante eredità che ha trovato da che è presidente: “Prima di parlare dei progressi storici che abbiamo compiuto in 100 giorni, devo dire che la precedente amministrazione ci ha lasciato una baraonda” ha detto Trump, il quale ha argomentato che “per molti anni negli USA sono diminuiti posti di lavoro e le fabbriche hanno chiuso”. Ancora. “La politica ha mandato i nostri soldati a difendere i confini di altri paesi, ma i confini degli USA non sono stati protetti”, ha detto. Ha ribadito uno dei punti chiave del suo mandato presidenziale, ha  nuovamente promesso di costruire un muro al confine con il Messico per combattere l’immigrazione illegale. Ricordando di voler ridurre il flusso di clandestini attraverso il confine meridionale del 73% nei 100 giorni della sua presidenza, Trump ha sottolineato che “il sistema americano di immigrazione dovrebbe mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini americani“. Il presidente ha anche promesso di non lasciare entrare terroristi nel paese, proseguendo la guerra senza quartiere all’islamismo. “Continueremo a tenere i radicali islamici lontano dagli Stati Uniti“, ha dichiarato. “Non ci fermeremo finché non fermeremo l’Isis” ha sottolineato. Sul clima spiega e annuncia la nuova linea degli Stati Unti: “Presto sull’accordo di Parigi sul clima negoziato da Barack Obama prenderò una grande decisione, non possiamo accettarlo così com’è”. Infine sulla crisi con la Nord Corea spiega: “La Cina ci sta aiutando, è una grande cosa. E Xi è un brav’uomo”.

Ancora scontro con i giornalisti

 I primi 100 giorni di Donald Trump alla Casa Bianca si sono conclusi come erano iniziati: con un durissimo scontro tra il presidente e i giornalisti. Il tycoon – che con uno strappo clamoroso ha disertato la tradizionale cena dei corrispondenti della Casa Bianca – è tornato ad accusare i media definendoli ‘fabbrica di fake news’. Secca la risposta del presidente dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, Jeff Mason, che aprendo la serata annuale dell’associazione ha respinto le accuse al mittente: “Siamo qui come sempre per celebrare la libertà di stampa e il buon giornalismo, non per celebrare la presidenza”. “Come si può vedere – la sua frecciata ironica – la serata è lo stesso sold out”. Poi serio: “Non siamo fake news, e non siamo il nemico del popolo americano. Un attacco a noi è un attacco a tutti gli americani”.