Terrorismo, dopo Parigi è massima allerta anche a Roma: specie sulle strade

Dopo l’attentato a Parigi di giovedì sera agli Champs-Elysées, è massima allerta anche a Roma. Come ogni volta, del resto, dopo Nizza, Berlino, Stoccolma…

Terrorismo, dopo Parigi è massima allerta anche a Roma

I terroristi tornati a colpire al cuore nell’arteria principale della capitale francese, hanno nuovamente mirato alla mente e al braccio armato delle istituzioni (i poliziotti), ed è conseguenziale quindi che il contagio della paura, e la sua cura con un’azione preventiva, scateni l’allerta anche a Roma, dopo monitoraggio e prevenzione sono comunque ascissa e ordinata del piano d’interventi di intelligence e Viminale da parecchio. Ma, come era prevedibile, da giovedì sera è scattata un’ulteriore stretta sulla security nel centro capitolino, in generale, e sui possibili target sensibili – ossia quelli istituzionali – in particolare. E così, come riportato anche dalle colonne del Messaggero, ” Il Questore Guido Marino in una circolare rinnova l’invito ai dirigenti dei commissariati e a tutto il personale – scrive il quotidiano romano – a «essere vigili e reattivi» e a valutare «ogni pericolo» con particolare attenzione al «passaggio dei camion”.

La città presidiata: a partire dalle strade (isole pedonali comprese)

E allora, come il protocollo prevede in questi casi, il piano punta con particolare attenzione sugli obiettivi sensibili come le ambasciate e le sedi diplomatiche, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie e i palazzi istituzionali e, dati gli ultimi inquietanti appelli arrivati dagli strateghi del terrore del Califfato a “falciare gli infedeli a bordo di auto e camion”, anche sulle strade della capitale, in particolare magari su quelle che conducono o collegano con luoghi di culto: chiese e moschee, così come sulle isole pedonali. Per il resto non resta che incrociare le dita: perché prevedere un agguato a fuoco come quello di giovedì sera a Parigi, ossia l’estemporanea azione di un cane sciolto comunque monitorato e noto alle forze dell’ordine, è davvero difficile. Al limite dell’impossibile.